Non solo numeri, la matematica spirituale di Imre Toth

Abaco

Matematica ed emozioni sembrano due termini in totale contraddizione, eppure è proprio questo il titolo scelto dal matematico ungherese Imre Toth per un volumetto che, nella migliore tradizione della collana I DIALOGHI, parte dal dato biografico per riflettere sulle scelte che hanno determinato il destino di molti scienziati ed accademici contemporanei.

Imre TothProprio il concetto di scelta è quello che Toth introduce per primo, per spiegare le vicissitudini della sua gioventù in quell’area geografica tormentata da progrom e persecuzioni nella prima metà del XX secolo. La scelta (o daimòn) è il principio dialettico alla base dell’esistenza e della scienza stessa. Senza di essa “Non esiste vita, pensiero critico, espressione artistica o scientifica… Siamo grani di tempo impastati di logica e sentimento, storia e memoria.

A furia di scegliere, Toth trova la sua strada nella matematica, affascinato non tanto dai molti e complessi problemi ancora privi di soluzione, quanto dalla possibilità di trovare “cose interessanti, che abbiano un valore scientifico”. Per lui la matematica è una “fabbrica dell’impossibile” perché trovare il valore scientifico è una cosa difficile, senza criteri definiti da applicare: “non si può sapere dall’inizio che cosa ha un valore.”

Toth paragona la matematica a un romanzo: “una scienza esatta soltanto perché parla di cose che non esistono”, paragonabile quindi più all’arte che alle altre scienze.

Sopra ogni altra cosa, per Toth la matematica è l’espressione di una libertà umana che si manifesta nella creazione di mondi (una prerogativa divina), veicolata da un atto di cui solo l’essere umano è capace: la negazione. Nella sua costante riflessione, la più esatta delle scienze si trasforma dunque in un momento di intensa spiritualità. Anche di fronte alla bellezza di un’idea ci si può emozionare: il matematico non è dunque uno scienziato arido, ma sa emozionarsi. Il ciclo si chiude. Matematica ed emozioni, da ossimoro si trasforma in un endiadi: non solo scienza ma un avvenimento dello spirito.

 

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