Quarta di Copertina
La Cabala è un’opera molto particolare. Si tratta sostanzialmente di un divertissement, condotto sul filo del paradosso, che fornisce a Bruno spunti per importanti agganci e riflessioni. Cristianesimo e pedanteria sono, come di consueto, i bersagli principali del filosofo, che ce la mette tutta per mischiare le carte, consapevole della pericolosità degli argomenti trattati. Proseguendo nel filone di satira morale avviato nello Spaccio della bestia trionfante, che aveva illustri precedenti nell’Elogio della pazzia di Erasmo da Rotterdam e ne La nave dei folli di Sebastian Brant, scrive quello che potremmo definire un trattato sull’ignoranza, in cui si alternano, sotto l’emblema dell’Asino, spunti comici a critiche filosofiche camuffate con dotti riferimenti ai testi sacri. Così i due temi, dell’asino naturale e di quello ideale, si intrecciano di continuo, con capovolgimenti di prospettiva e di senso che determinano un effetto finale moderno e di grande umorismo.





