De Umbris Idearum

12,50

Le Ombre delle Idee

Autore: Giordano Bruno
A cura di: Claudio D’Antonio

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Quarta di Copertina

De Umbris Idearum, frettolosamente rubricata tra i manuali di mnemotecnica, quest’opera promette già nel titolo altri saperi del tutto nuovi: l’arte di Cercare, Trovare, Giudicare, Ordinare e Applicare, per non parlare delle “operazioni inusuali tramite la memoria”, anch’esse debordanti dal tema apparente. Il libro annuncia la Clavis Magna cui rinvia con numerose citazioni e ne costituisce l’introduzione perché nella prima parte, che meglio risponde al titolo – De Umbris Idearum – “Le Ombre delle Idee”, enuncia le trenta definizioni (intenzioni, nell’espressione dell’Autore) e i trenta concetti entro cui inquadrare le rappresentazioni mentali.

Nella seconda parte, che porta il titolo di “Arte della Memoria”, sviluppa i fondamentali della lingua imaginale, la lingua per pensare che deve sostituire la lingua naturale, relegata alla sola funzione di comunicare. La sostituzione, infatti, delle parole con le immagini è una tecnica di memoria, ma con le procedure bruniane si rende possibile poi cercare e trovare nuove combinazioni di concetti, e quindi nuove verità, giudicare le nuove tesi, mettere ordine nelle proprie conoscenze e applicarle a nuove situazioni. Obiettivo dunque della razionalizzazione dei processi cognitivi è il potenziamento dell’intelligenza e non della sola memoria, che pure ne costituisce la radice.

Capitoli

  • Introduzione
  • Le opere parigine
  • La mnemotecnica classica
  • La lingua imaginale
  • Retorica classica e retorica bruniana
  • Idee archetipiche, noemi e realtà materiale
  • Il vero secondo Bruno
  • L’arte della memoria e la lingua imaginale

De Umbris Idearum

  • Al lettore amico e studioso
  • A Enrico III
  • Merlino all’artista
  • Merlino al giudice sobrio
  • Merlino al giudice competente
  • Dialogo introduttivo
  • Ermete
  • Trenta intenzioni delle Ombre
  • Trenta concetti di idea
  • La combinazione originata dall’incontro della prima ruota con la seconda
  • L’arte della memoria

Prima Parte

  • I Arte e natura
  • II Mente divina e mente umana
  • III Intelligenza e arte
  • IV Arte e strumento
  • V Definizione di arte, le conoscenze innate
  • VI Clavis Magna, arte della memoria e arte di pensare
  • VII Natura maestra d’arte
  • VIII Operatore e strumento
  • IX Natura il principio fisico diffuso e concentrato in ogni cosa
  • X L’arte della Clavis Magna
  • XI Scrittura ed engrafia
  • XII Classificazione delle immagini
  • XIII Sigilli, note e caratteri
  • XIV Le diverse categorie di immagini
  • XV Le immagini sono indispensabili ma non sufficienti
  • XVI Difficoltà di articolare la lingua imaginale
  • XVII Il nesso
  • XVIII Il soggetto

Seconda Parte

  • Premessa
  • I soggetti
  • Gli aggiunti
  • Lo strumento

Terza Parte

  • I, II, III, IV, V, VI
  • Prima operazione sui suoni – La fissazione delle ruote
  • Il movimento delle ruote
  • I
  • II Il movimento della ruota interna della prima figura per presentare qualsiasi combinazione di 2 elementi
  • III Il movimento delle ruote interne della seconda figura e la presentazione di qualsiasi combinazione di 3 elementi
  • IV La presentazione di qualsiasi combinazione di 4 elementi in un solo modo
  • V Si presenta un’altra combinazione di 3 elementi ordinati in altro modo
  • VI La presentazione di qualsiasi combinazione di 5 elementi
  • VII Una combinazione qualsiasi formata da più elementi
  • VIII La U dopo la Q
  • IX Per ampliare il campo interno dei soggetti e moltiplicare il numero degli aggiunti
  • Seconda operazione con termini semplici per presentare una qualsiasi composizione da più combinazioni di elementi
  • I, II, III, IV, V, VI
  • Immagini degli aspetti dei segni che si possono ricavare comodamente da Teucro Babilonese per l’uso della presente arte
  • Sette immagini di Saturno
  • Sette immagini di Giove
  • Sette immagini di Marte
  • Sette immagini di Sole
  • Sette immagini di Venere
  • Sette immagini di Mercurio
  • Sette immagini di Luna
  • Immagini del drago della Luna
  • 28 immagini delle case della luna utilizzabili nella presente arte
  • Il buon uso delle immagini predette per la memoria delle cose
  • Le combinazioni in cui l’elemento sussistente precede l’assistente
  • Le liquide e le finali tra e dopo le combinazioni semplici
  • Due egregie invenzioni in quest’arte e il suo encomio
  • Il metodo delle cose significabili con termini semplici
  • Il metodo delle cose concepibili in termini involuti
  • Arte breve e rapida
  • Una spiegazione dell’enigma
  • Altra arte breve
  • Enigma e paradigma
  • Altra arte breve per la memoria delle parole e delle cose
  • Altro modo dell’arte
  • Enigma e paradigma

Le opere parigine

Nel 1582 videro la luce ben quattro opere di Bruno:

  • Il Candelaio
  • De Umbris Idearum
  • Cantus Circaeus
  • De Architectura Lulliana

Il Candelaio mostra con ironia, che spesso si fa sarcasmo, la stupidità e l’ignoranza dell’uomo comune, il quale – perso nei sogni di potenza e di felicità riposti nella cultura, nel danaro, nell’amore o nelle arti magiche – diventa incapace di vedere la realtà In questa condizione di letargo, coloro che dormono più profondamente interpretano la parte della vittime mentre coloro che dormono meno profondamente sono quelli che profittano di tale situazione.

È evidente che a tutto ciò l’unica soluzione può derivare dal risveglio dell’intelligenza, risveglio dell’intelligenza che possa mettere a fuoco la situazione nel suo complesso e non solo nell’immediatezza del rapporto con l’altro “Svegliatevi – sembra dire Bruno agli spettatori – rendetevi conto che avete smarrito la strada del ragionare e cominciate a cercare un Maestro.

E non un maestro come Manfurio il quale è solo una biblioteca parlante, ma qualcuno che abbia già interiorizzato quanto appreso e sappia contestualizzare nel tempo presente l’insegnamento del passato, cioè uno che possegga l’arte del pensare”.

Nel De Architectura Bruno espone la parte dell’insegnamento della Clavis Magna che deriva dal Lullismo, vale a dire essenzialmente la logica nell’aspetto combinatorio dei concetti, argomento che rientra nel terzo libro della Clavis Magna.

Nel De Umbris Idearum e nel Cantus Circaeus, Bruno espone alcune tecniche psicotrope che mirano a trasformare la memoria naturale in memoria artificiale, altrettanto precisa e affidabile quanto i mezzi materiali impiegati nella registrazione e nella conservazione dei dati, cioè la scrittura.

Questa scrittura interna, che in termini greci si chiama engrafia, è utile ad ogni persona e richiede solo l’adozione di alcune tecniche di rappresentazione per immagini di concetti normalmente consistenti in parole.

L’adozione di questo tipo di memoria va accompagnata dall’acconcia sistemazione dei dati che si vogliono conservare e quindi dall’arte di disporre in ordine le informazioni, di cercarle quando servono: dall’arte cioè di cercare, di trovare, di inventare.

Informazioni Libro

Autore

Giordano Bruno

Anno Edizione

2004

Pagine

168

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