La lettura a voce alta fa bene ai bambini

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Quanti libri leggono i genitori ai loro figli in età prescolare? Non abbastanza, purtroppo. A dimostrarlo è uno studio condotto in Gran Bretagna dal Nielsen Book Research, che nella sua indagine annuale Understanding the Children’s Book Consumer, ha intervistato 1596 genitori di bambini dai 0 ai 13 anni e 417 genitori di ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Il dato emerso non è confortante.

Se nel 2013 infatti, il 69% dei bimbi beneficiava delle attenzioni di genitori dediti a una somministrazione quotidiana di lettura, oggi assistiamo a un calo circa del venti per cento. Tra le motivazioni principali, il 19% dei genitori di bambini dai tre ai quattro anni, si è detto troppo stanco a fine giornata, mentre il 16% ha dichiarato che i figli generalmente preferiscono fare altro.

A fronte di una serie di programmi specifici messi a punto per facilitare e incrementare la pratica e per scoprire come i genitori del Regno Unito trascorrano il tempo con i loro figli, l’editore Egmont, che ha co-finanziato la ricerca, ha espresso una profonda preoccupazione per il forte declino della lettura nei ragazzi, giungendo addirittura a intuire in questo spiacevole regresso, una vera e propria minaccia alla sviluppo infantile, dall’impatto sociale a lungo termine.

Alison David, direttore del Consumer Insights di Egmont, pur riconoscendo l’elevata pressione cui sono sottoposte oggi le famiglie e la difficoltà nella gestione del tempo libero, ha precisato, tuttavia, quanto sia essenziale –  specialmente in una delicata fase di crescita – che i genitori comprendano gli enormi benefici che la lettura porterà loro, sia in termini di apprendimento che di puro svago.

Lo scorso autunno Egmont, in collaborazione con lo store WHSmith, ha realizzato il progetto Reading Magic, un esperimento durato tre mesi condotto su dodici famiglie con figli dai tre ai quattro anni.

A campione un gruppo di famiglie affaticate anche dal solo concetto di lettura – da sempre ritenuto un compito gravoso e non privo di noia – che si ritrova come per magia costantemente rifornito di libri. E con il tempo le abitudini cambiano. I ricercatori scoprono che i genitori hanno finalmente accettato la sfida, arrivando ad ammettere, al termine, di considerare la lettura come un piacere e di aver iniziato a trascorrere del tempo di qualità con i figli, leggendo pagine di libri insieme.

I papà ora leggono libri tutti i giorni e il comportamento dei piccoli è migliorato. Sono più ricettivi, orientati allo stimolo e pronti ad accogliere una valida alternativa di stampa tra cui scegliere. Che si tratti di una rivista, di una graphic novel, di un fumetto o di un libro illustrato. La libertà di scelta è davvero fondante per un giovane lettore.

Laddove il piacere della lettura come semplice intrattenimento risultasse poi minacciato dalla popolarità dello schermo e in particolare dal dilagare di YouTube, allora il compito di noi adulti è quello di cambiare la cultura della lettura, suggerendo per suo tramite, nuove e più sane motivazioni, per imparare e per insegnare a stare contenti tra i libri, senza sentirsi sopraffatti.

Si tratta di un rito di passaggio irrinunciabile: condividere la lettura a voce alta significa consegnare storie ai nostri figli. Un paio di pagine lette ogni sera e crescerete adulti migliori.