L’isola che ha scoperto l’elisir di lunga vita

Esiste un isola – o meglio, un gruppo di isole – la cui popolazione sembra aver scoperto l’elisir di lunga vita. Si tratta delle isole Okinawa, che presentano l’invidiabile record di 68 centenari ogni 100.000 abitanti. Non a caso, il gruppo di isole giapponesi fa parte della cosiddetta “blue zone”, le aree demografiche o geografiche con la più alta speranza di vita al mondo.

Gli ingredienti di questo elisir sono facilmente identificabili; difficile invece riprodurli in uno stile di vita da seguire per vivere meglio e più a lungo.

L’ingrediente principale è senza dubbio l’alimentazione. La dieta degli abitanti di Okinawa è fatta soprattutto di carboidrati (alla faccia delle diete proteiche e della moda anti-glutine) e di frutta e verdura, mentre il contenuto di proteine è basso e proviene soprattutto dai legumi, con uno basso consumo di pesce e carne.

La scienza ha già dimostrato che un basso apporto proteico stimola le cellule al risparmio e al mantenimento, mentre un eccesso di proteine favorisce la crescita e accelera il metabolismo. Forse per questo i centenari di Okinawa hanno meno rughe e scarsa incidenza di malattie senili quali cancro e demenza, e presentano in generale un fisico meno consumato. L’alimentazione non è però l’unico fattore e non sembra il più determinante.

L’altro ingrediente essenziale è il profilo genetico di questa popolazione, vissuta a lungo nell’isolamento, che ha portato al mantenimento di una variante genetica (FOXO3) che regola il metabolismo cellulare. FOXO3 sarebbe la causa principale della bassa statura dei giapponesi ma anche del ridotto rischio di malattie correlate all’età.

A questi due ingredienti va aggiunto uno speciale “condimento”: uno stile di vita sano. La popolazione delle isole Okinawa è fatta di agricoltori e pescatori, che vivono secondo le stagioni e i ritmi della natura, in comunità molto unite, i cui residenti riescono a mantenere una vita sociale attiva fino a tarda età. Secondo le statistiche, infatti, gli abitanti di Okinawa vivono in totale indipendenza ben oltre i 95 anni. Una vita sociale attiva ostacola la diffusione di abitudini dannose come il tabagismo o la vita sedentaria, e sono un potente antidoto contro la noia e la solitudine che favoriscono la degenerazione neurologica.

Anche il diagramma di Venn applicato alle comunità con maggiore concentrazione di centenari al mondo (Sardegna, Okinawa e Loma Linda) ha evidenziato la famiglia, gli impegni sociali, l’attività fisica moderata ma costante e una dieta ricca di verdura e legumi come gli ingredienti comuni della ricetta della longevità.

Immagine presa da Wikipedia per spiegare la Zona blu, un termine usato per identificare un’area demografica e/o geografica del mondo in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. 

Ciascuna comunità presenta poi le proprie varianti. Alcune sono divertenti (un buon bicchiere di vino, la mancanza di urgenza temporale, la simpatia). Altre sovvertono conquiste che ai moderni potrebbero sembrare fondamentali (prevalenza del matriarcato, isolamento culturale, fede religiosa). Altre, infine, confermano mode alimentari e stili di vita assai decantati al giorno d’oggi (cibi integrali, semi, frutta secca, vita all’aperto).

Ma tutte sottolineano l’importanza di un ritorno a una maggiore armonia con la natura, l’ambiente, la società in cui viviamo. Armonia sembra quindi la parola chiave, la “spezia” segreta per una vita lunga e sana. Pronti ad impiattare?