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Di Renzo Editore

Abbiamo la scienza nel DNA

Razzo dismesso in collisione con Luna

3 Febbraio 2022

Elon Musk, il magnate dell’industria aerospaziale che vuole trasformare i viaggi interstellari in turismo di massa, ha annunciato che uno dei suoi razzi (per la precisione Falcon 9), lanciato dalla Florida nel 2015, è al momento in rotta di collisione con la Luna dove si schianterà esplodendo.

Il razzo avrebbe dovuto rientrare sulla Terra dopo aver completato la sua missione: portare un satellite meteorologico a oltre un milione di miglia, nell’ambito del programma di esplorazione spaziale di SpaceX, la società commerciale di Musk che aspira a popolare altri pianeti.

Tuttavia il razzo è letteralmente rimasto “a secco” di carburante, ed è stato perciò abbandonato in orbita nello spazio.

Spazzatura spaziale

Sotto l’influsso delle diverse forze gravitazionali di Terra, Luna e Sole, Falcon 9 ha dunque intrapreso un percorso caotico, aggiungendosi a tutta la “spazzatura spaziale” che l’uomo non è più riuscito (né si è preoccupato) di recuperare da quando è iniziata la sua avventura nello spazio.

Nel corso dei decenni, infatti, parti di macchine e attrezzature che non hanno potuto essere riportate a terra sono rimaste a zonzo nello spazio. Di almeno una cinquantina di esse – “oggetti volanti” di grandi dimensioni perfettamente “identificati” – si sono oramai perse le tracce.

Finora, il principale rischio individuato era quello relativo allo scontro con i satelliti in orbita attualmente funzionanti: tale eventualità potrebbe compromettere il funzionamento di dispositivi divenuti per noi essenziali, come il GPS o gli strumenti per le allerte meteorologiche.

C’è chi, all’Università del Texas, sta addirittura mappando le orbite di tutti gli oggetti localizzati nello spazio, per monitorare circa 200 super-razzi che potrebbero andare “in mille pezzi” e poi diffondersi ovunque.

Ai razzi perduti e ai satelliti dismessi, si vanno ad aggiungere poi i rifiuti dei test spaziali di Russia e Cina. Proprio i cinesi, poco meno di anno fa, ci avevano tolto il sonno: il rientro del razzo “Lunga Marcia” 5B (CZ-5) gli era infatti sfuggito di mano, e nefaste previsioni lo dichiaravano in caduta libera verso l’Italia.

Quello dello smaltimento dei rifiuti sta diventando quindi un problema spaziale oltre che ambientale e se ne comincia a parlare con preoccupazione, anche se sono già numerosi gli strumenti, gli enti e le agenzie preposti al controllo e alla prevenzione.

Un evento senza uguali

Il numero rilevante di oggetti in orbita spariti dal nostro radar rendono plausibile l’eventualità che un evento simile alla prossima collisione tra Luna e razzo si sia in realtà già verificato senza che noi potessimo registrarlo. L’eccezionalità dell’evento sta però nel fatto che si tratta del primo caso accertato.

Il destino di Falcon 9 è stato anticipato da un sito web e dal blog di un analista di dati. La collisione con la Luna è prevista per il prossimo 4 marzo. Al momento le previsioni degli astronomi ci dicono che gli effetti dello scontro dovrebbero essere di minima entità, ma si tratta comunque di 4 tonnellate di metallo che viaggiano alla velocità di 8.000 km orari.

La buona notizia è che, sempre secondo le medesime previsioni, il razzo dovrebbe schiantarsi sul lato più distante della Luna. Gli astronomi hanno già fatto le loro simulazioni e l’esito più probabile della collisione dovrebbe essere la formazione di un piccolo cratere artificiale. Non si prevede nemmeno un rebound di rottami o detriti verso lo spazio, almeno per il momento: è tuttavia impossibile escludere tale eventualità in un futuro più lontano.

Con la reputazione di Elon Musk momentaneamente salva, non possiamo tuttavia non andare col pensiero all’imprenditore high-tech magnificamente interpretato da Mark Rylance nella satira catastrofista Don’t look up: troppo audace per rinunciare a cogliere anche la più improbabile delle opportunità, troppo sicuro di sé per accettare di essere messo sotto scrutinio, troppo ricco per poter essere fermato da motivazioni etiche o morali.

Non è certo il caso di Musk, che ha fatto delle energie alternative e della sua visione nel lunghissimo termine il fulcro della sua attività imprenditoriale. Qualcuno di noi, però, il 4 marzo guarderà la Luna con un po’ di preoccupazione: una nuova occasione per riflettere ancora una volta sul futuro che ci aspetta.

Foto di Ponciano da Pixabay