Primo incontro con la scienza: “La via della seta” di Lucia Votano arriva sui banchi di scuola

Nato nel 2004 da un accordo di collaborazione tra gli atenei toscani e l’Ufficio scolastico regionale della Toscana, Pianeta Galileo è noto per la sua opera di diffusione e di promozione della cultura scientifica, condotta con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo della scienza, stimolandone curiosità e coscienza critica.

Sostenuto da una serie di appuntamenti ricorrenti – quali seminari in classe con docenti e ricercatori universitari, Lezioni a due voci presso gli atenei, nonché Lezioni incontro con autori di testi di divulgazione e premi a eccellenze del sapere scientifico – Pianeta Galileo offre ogni anno alle scuole secondarie di secondo grado una preziosa occasione di conoscenza. Un vero e proprio laboratorio di idee e contenuti, che misura il suo successo sulla partecipazione sempre più attiva degli studenti e dei docenti supervisori, reale cuore del progetto.

La via della setaLeggere, discutere, elaborare: questa in particolare la formula di Primo incontro con la scienza che promuove dal 2008 la lettura di opere di divulgazione scientifica attraverso l’invio alle scuole interessate di volumi selezionati dai rappresentanti delle università in seno al comitato scientifico. Tra i testi proposti dall’Università di Firenze per l’edizione 2018-2019, “La via della seta. La fisica da Enrico Fermi alla Cina” (Di Renzo Editore 2018) di Lucia Votano.

Sotto la supervisione dei docenti, gli studenti delle scuole partecipanti hanno realizzato ed esposto, durante l’incontro con l’autrice – che ha avuto luogo lo scorso venerdì 17 maggio 2019 presso l’aula Magna del Rettorato dell’Università di Firenze – una serie di elaborati testuali, nonché di grafici, fumetti e video (“La via della seta”, a cura di Erica Pagni e Adele Poccianti del Liceo Artistico Statale di Porta Romana e Sesto Fiorentino), realizzati a partire dalla lettura del libro.

Dall’importanza della ricerca scientifica e della meritocrazia, al monito lanciato alle giovani donne; dalla biografia di una donna di scienza – che dal profondo Sud di Villa San Giovanni arriva a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso – al senso del viaggio, personale e lavorativo, che celebra l’interconnessione necessaria dei saperi (scientifico e umanistico) e percorre la Via della Seta inaugurando un nuovo cammino della fisica astroparticellare.

Tanti i temi e le suggestioni contenute nel libro di Lucia Votano che hanno colpito e appassionato gli studenti, in particolare la chiarezza e la comprensibilità dello stile e del linguaggio, che hanno il pregio di parlare a tutti, raccontando con semplicità e riuscendo a coinvolgere anche il lettore più giovane.

Scrive Viola Niccoli del Liceo Machiavelli: «È un libro che ripercorre una storia, quindi ricorda il passato, ma con una fondata analisi critica del presente. La ricerca scientifica è infatti il “motore trainante del benessere sociale ed economico di una nazione” e l’autrice lancia un messaggio al nostro governo, chiedendosi se possano esistere – lasciando intendere che per lei la risposta è affermativa – correlazioni tra il progresso in campo scientifico e lo sviluppo economico e sociale di un paese. Porta come esempio la Cina che, grazie all’ingente somma di denaro investita nella ricerca, in 30 anni è passata dal trovarsi in una posizione marginale nel campo della fisica a diventare un’eccellenza nel settore. Ecco perché questo non è soltanto un libro di carattere puramente scientifico, ma lega e interseca alla scienza sessismo, scambio di culture, società e politica».

“La via della seta” trasmette ai giovani un grande insegnamento, invita a riflettere sul senso di un mestiere, è un inno al coraggio: «Non abbiate timore di intraprendere la carriera della ricerca scientifica, perché non ci sono limitazioni “genetiche”, che possano ostacolare il vostro impegno, bensì solo residui di una mentalità e di un’educazione ormai superate. […] La vita non sarà mai facile, ma il mestiere del ricercatore può essere davvero molto appagante». Parola di Lucia Votano.