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Belle o brutte, le 10 streghe più famose delle fiabe

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Ci hanno provato in molti – i pedagogisti, le femministe, i paladini dei diritti – a cambiare le favole, ma finora nessuno sembra esserci riuscito, ad eccezione di Walt Disney, alla costante ricerca del lieto fine.

Crudeltà inenarrabili, diritti violati, discriminazioni: sono queste le critiche rivolte ai personaggi, agli espedienti narrativi, ai finali rocamboleschi che caratterizzano le fiabe della tradizione occidentale, quelle che si raccontano da sempre ai bambini, in mille varianti ma inalterate nell’essenza.

Allora via il bacio di Biancaneve, perché dato senza il suo espresso consenso; via le deformazioni fisiche di orchi e streghe, perché insegna a discriminare chi è diverso; via il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso, un animale ormai in via d’estinzione.

Forse non tutti sanno che, in realtà, le versioni attuali delle fiabe più popolari sono già molto edulcorate rispetto ai racconti del folclore da cui derivano e che, quando ancora non esisteva la televisione, circolavano liberamente, accumulando dettagli improbabili e cruenti passando di bocca in bocca.

Lo sapevano bene i Fratelli Grimm che, per la loro celebre raccolta, ricevettero da tutta la Germania racconti popolari che contemplavano la tortura, l’omicidio e persino lo stupro, tanto da scatenare un dibattito sulla necessità di edulcorarne i contenuti.

Già all’epoca, la tradizione anglosassone ha scelto questa politica: quella stessa che ha regalato il lieto fine alla Sirenetta e ha scavato nel passato di Malefica per comprendere le motivazioni psicologiche all’origine della sua crudeltà.

Gli orchi e le streghe di oggi fanno ancora paura, almeno ai bambini, ma sono molto meno cattivi di quelli di un tempo, anche grazie alla rappresentazione visiva che ne ha dato il cinema e la televisione.

Mentre continua il dibattito sull’effettiva funzionalità di questi storici “cattivi” nell’educazione del bambino, ecco le 10 streghe più famose delle fiabe. Alcune brutte da far spavento solo a guardarle, altre tanto belle quanto cattive:

La Befana.

Una strega della tradizione nostrana che, ahimè, sta scomparendo dall’immaginario infantile. Naso adunco, mento sporgente e bitorzoluto, cavalca una scopa e punisce i bambini cattivi con cenere e carbone. Ma per chi è buono, il regalo è assicurato. Peccato che arrivi a feste praticamente finite.

La strega dell’Est.

È la strega cattiva de Il Mago di Oz, versione cinematografica di un romanzo molto popolare negli Stati Uniti. Somiglia alla Befana, ma ha la pelle verde e una risata malvagia che gela il sangue nelle vene.

Baba Jaga.

Questa orribile vecchietta dai poteri magici, tipica del folclore slavo, vola su un mortaio e vive nel bosco, in una casetta con le zampe di gallina. È cattiva, ma spesso porta consigli e aiuta a trovare la propria strada nella vita, ma solo ai puri di cuore.

La strega di Hansel e Gretel.

Basata su un personaggio realmente esistito (la figlia di un pasticcere tacciata di stregoneria perché che aveva scelto di vivere in una casa nel bosco). Come la Befana, può essere scambiata per una vecchietta generosa, che adora i bambini… tanto da farseli arrosto!

La Strega Suprema.

Testa calva, voce metallica e viso putrefatto: è propria una strega quella che Roald Dahl nasconde sotto le sembianze di un’elegante signora in guanti e cappello. Un’interpretazione moderna del personaggio più classico delle fiabe.

Grimilde.

La capostipite dalla strega che da bellissima si trasforma in vecchia curva e canuta. La sua versione disneyana di Biancaneve suscita nei bambini un terrore indimenticabile, come la voce di Tina Lattanzi che la doppia nella versione italiana.

Malefica.

Anche la strega de La bella addormentata sa essere bella e orribile a un tempo, ma avrebbe i suoi motivi per essere cattiva: un tempo era una fata innamorata a cui hanno tagliato le ali.

Maga Magò.

Nel romanzo di T.H. White, da cui è tratto La spada nella roccia, la nemica di Merlino ha tutte le caratteristiche della strega: è brutta, cattiva e ordisce trame. Walt Disney la trasforma in una simpatica fattucchiera, patita di giochi e duelli. E ai bambini piace così.

Amelia.

Un’altra fattucchiera di Walt Disney, è la nemica n. 1 di Zio Paperone, a cui vuole rubare un amuleto potentissimo: la numero 1, il primo cent.

Kiki.

La strega della tradizione europea reinterpretata da un giapponese: con una scopa e un gatto nero, Kiki parte per un’altra città per compiere il suo apprendistato di magia. Un delizioso riscatto per le streghe di tutti i tempi.

Foto di E. Dichtl da Pixabay