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Di Renzo Editore

Abbiamo la scienza nel DNA

La scuola in lockdown aumenta il disagio degli studenti

24 Febbraio 2021

Uno studio americano pubblicato sulla piattaforma PLOS ONE ha analizzato le cause del disagio, ormai diffuso tra i nostri ragazzi, che ha seguito le restrizioni imposte dalla lotta alla pandemia. Il lockdown ha infatti portato a un isolamento generalizzato, con una forte riduzione dei contatti e della vita sociale, penalizzando soprattutto i più giovani.

Social, web e TV hanno cercato in qualche modo di sopperire alle carenze di contatti fisici e di relazioni sociali, ma a quanto pare la continua esposizione agli schermi sarebbe proprio il motivo di questo disagio psicologico.

Lo studio, svolto su oltre 2000 studenti delle università pubbliche americane, che hanno frequentato i corsi con la didattica a distanza, prevedeva la compilazione di un questionario: le risposte degli studenti hanno rivelato l’ansia e lo stress derivanti dal forzato isolamento e almeno il 20% si è detto poco motivato e improduttivo.

I dati hanno indicato che la metà di essi è a rischio di ricadute psicologiche, con un rischio maggiore per le studentesse che trascorrono almeno 8 ore davanti a un schermo – di TV, computer o smart phone – e che hanno un familiare o conoscente che ha contratto il COVID.

Senza ripudiare i benefici della didattica a distanza, che sta consentendo lo svolgimento delle lezioni in tutto il mondo, lo studio propone di alleviare questa condizione stando meno davanti a uno schermo e passando più tempo all’aria aperta.

Un’altra ricerca, stavolta inglese, avrebbe infatti dimostrato che la natura è la terapia migliore per il mantenimento del benessere psicofisico di tutti, tanto da arrivare a consigliare la “prescrizione” di almeno 2 h di natura a settimana. Una scoperta apparentemente ovvia, che tuttavia non trova applicazione pratica soprattutto per chi vive nelle grandi città, e che la pandemia ha reso ancora più difficile da praticare.

Foto di PDPics da Pixabay