Libri e letture, cosa è cambiato con la pandemia

Alla notizia della chiusura totale del nostro Paese per arginare la diffusione della pandemia da coronavirus, il primo pensiero dei lettori più accaniti costretti nelle quattro mura di casa è stato certamente: “Finalmente avrò tempo di leggere.”

I libri sono stati in effetti – insieme alle serie TV e ai blog di ricette – i compagni prediletti degli Italiani in quarantena, ma questo– ahimè – non si è tradotto in una crescita del settore, perché la chiusura imposta alle librerie e le difficoltà di circolazione anche per merci e corrieri hanno comunque portato grandi danni a un settore che già marciava in salita.

Tralasciando gli interventi doverosi e necessari delle associazioni di categorie presso le istituzioni per richiedere il sostegno ad un settore che conta – tra case editrici e librerie – un numero non proprio trascurabile di personale impiegato, le iniziative prese per incentivare la lettura e mantenere viva la fidelizzazione dei lettori sono state numerose. E tutte, ovviamente, sono passate attraverso i social.

C’è chi ha organizzato incontri giornalieri con gli autori direttamente da Facebook, gestendo dei veri e propri festival letterari online, con tanto di programmazione: un’alternativa ai flashmob patriottici che hanno animato i primi week-end di clausura nazionale. Molti librai, per contrastare le grandi piattaforme di e-commerce, hanno garantito la consegna di libri a domicilio, grazie anche all’iniziativa “LibridaAsporto”, sostenuta da una raccolta fondi degli editori per garantire la gratuità sia alle librerie che al cliente.

Gli editori si sono concentrati sugli audiolibri, molto richiesti in questo periodo, ma anche sulle vendite in supermercati e presso i giornalai, che hanno rappresentato una valida alternativa per i lettori che non hanno dimestichezza con internet. Tutte misure che hanno potuto limitare, ma non evitare, i danni dovuti allo stop totale, compreso quello delle tipografie che non ha consentito la stampa e il lancio delle novità previste per questo periodo.

Anche gli autori sono quindi rimasti all’asciutto: annullati i saloni dei libri e i festival letterari “fisici” di tutta Europa, le presentazioni, le interviste, ecc. Molti hanno ripiegato offrendo la lettura dei propri testi sul web, i più furbi hanno approfittato del momento per sfornare titoli ad hoc sui più svariati aspetti della vita ai tempi della pandemia: come gestire i figli a casa, come affrontare la paura della malattia, come ritrovare il proprio spirito di sopravvivenza.

Ora le librerie hanno finalmente riaperto, ma le difficoltà di gestione permangono, soprattutto per le piccole librerie che non hanno spazio sufficiente per distanziare gli scaffali e garantire la distanza di sicurezza.

Di Renzo Editore sta organizzando su Facebook e Instagram la campagna #leggisicuro, per incentivare la lettura e l’uso dei dispositivi di sicurezza in questa delicata fase di ripartenza. Inviaci una tua foto utilizzando un nostro libro come mascherina e la pubblicheremo volentieri sui nostri profili. Ricordati sempre di indossare la mascherina vera e raccontaci “con gli occhi” il tuo personale piacere di leggere.