Coppie e lockdown, come sopravvivere alla convivenza forzata

Colpa del lockdown

L’imposizione del lockdown per fronteggiare la pandemia da COVID-19 ha sconvolto molti equilibri, non solo a livello economico, ma anche e soprattutto nell’ambito della nostra socialità e della vita di coppia.

Improvvisamente le famiglie, abituate a ritmi stressanti alternati a brevi momenti di convivenza e condivisione, si sono ritrovate sotto lo stesso tetto h24, 7 giorni su 7. D’altro canto, il confinamento in casa ci ha separato dagli affetti e ha reso impossibile le relazioni tra non conviventi.

Persino le famiglie molto unite e le coppie più affiatate sono state messe a dura prova da una situazione in cui è stato – ed è tuttora – necessario condividere continuamente spazi e momenti; quelle in equilibrio precario, per la quali la separazione quotidiana rappresentava un meccanismo di difesa e autoconservazione si sono ritrovate in situazioni al limite della sostenibilità.

Non è un caso che, stando ai dati, in quest’ultimo anno sono aumentate le separazioni e i divorzi e le associazioni che si occupano di problematiche familiari hanno registrato un’impennata nelle richieste di aiuto e di sostegno. Per non parlare dei casi di femminicidio che hanno dominato la cronaca recente.

Vivere sotto lo stesso tetto

L'arte di colpevolizzare
L’arte di colpevolizzare

Quando si vive sotto lo stesso tetto, si sa, le occasioni di scontro sono numerose e si moltiplicano a ritmo serrato. Se poi gli spazi e le disponibilità sono limitati, basterà un nonnulla per arrivare allo scontro, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle. A chi tocca guardare la televisione? Di chi è il turno per usare il tablet? A chi spetta seguire i figli nella didattica a distanza?

Insomma, ai problemi di tutti i giorni, la nuova emergenza pandemica ha aggiunto nuovi elementi di contrasto, che la coppia deve imparare ad affrontare, il tutto condito da dosi non trascurabili di ansia, incertezza, rabbia, che possono mettere in crisi i rapporti familiari e rendere la convivenza ancora più difficile e insopportabile.

Di chi è la colpa?

Il consiglio degli psicologi, per la coppia così come per la famiglia, è quello di cercare nel proprio interno le risorse per sopravvivere a questo particolare momento, ma senza trascurare di andare a fondo nelle questioni di disaccordo, per non rischiare che i problemi riemergano successivamente, più grandi e ormai irrisolvibili.

Soprattutto, occorre cercare un equilibrio che consenta a tutti di continuare a vivere senza troppe rinunce, trovando un compromesso e tollerandosi l’un l’altro nella piena consapevolezza dei propri e degli altrui difetti. Non bisogna sempre dire “è tutta colpa tua”, ma nemmeno “la colpa è sempre mia”.

I conflitti, ricorda Robert Neuburger, terapeuta specializzato nella gestione delle dinamiche della coppia, nascono sempre quando entrambi i contendenti pensano di avere ragione e non sanno mettersi nei panni dell’altro.

Insomma, bisogna smettere di colpevolizzarsi e colpevolizzare, per cercare insieme – al partner, ai figli, agli anziani che vivono con noi – un nuovo equilibrio fatto di spirito di adattamento e di tanta autoironia, nell’attesa di poter raccontare un giorno, ai nostri pronipoti, tutto questo come un tempo strano e, si spera, ormai lontano.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay