Viaggio in Italia, 10 scrittori stranieri raccontano il nostro Paese

Le restrizioni imposte dalla pandemia e la paura del contatto con l’altro, che ormai dominano la nostra vita, hanno riacceso il dibattito sull’importanza del viaggio per conoscere, comprendere e aprirsi. In verità, la discussione è dominata da temi un po’ più “pratici”, come la necessità economica di salvare la stagione degli albergatori, riavviare la macchina del turismo di massa, garantire a tutti le meritate vacanze.

Ma per un’epoca abituata ad andare all’estero per il week-end con la facilità di una gita fuori porta, l’idea di non essere più liberi di muoversi e di non poter viaggiare è dura da mandar giù, e mentre si discutono tutte le opzioni per garantire questa libertà di movimento – compreso il controverso “passaporto vaccinale” – c’è chi continua a sognare mete lontane, chiedendosi quanto è altrettanto lontano il momento in cui le potrà davvero raggiungere.

Altro tema molto discusso è la necessità di rendere appetibile il nostro Paese ai turisti stranieri a fronte di una concorrenza vasta, e a volte spietata, da parte di altre nazioni. Come competere con le isole greche, tanto economiche quanto splendidamente isolate? E con la Croazia, efficiente e organizzata? La Spagna sembra già avere la situazione sotto controllo, e le Baleari sembrano già aver ripreso la stagione turistica a buon ritmo.

L’Italia è da sempre divisa anche nella promozione delle proprie bellezze e della propria cultura, eppure ha sempre avuto un’immagine ben precisa nell’immaginario del viaggiatore. Spesso critico o combattuto quando si parla di morale, valori o carattere degli italiani, lo straniero che è stato in Italia di una cosa non dubita mai: la bellezza dei luoghi, l’amabilità delle persone, la splendore del clima. Ecco allora l’opinione di 10 viaggiatori illustri.

Johann Wolfgang von Goethe: uno dei turisti più famosi ad aver messo piede nel nostro paese, nel suo Viaggio in Italia racconta in toni entusiastici la bellezza, la serenità e l’ospitalità che ha trovato.

Stendhal: innamorato dell’Italia fino a desiderare di diventare italiano, lo scrittore francese ambientò i suoi romanzi nel nostro Paese e scrisse una Piccola guida per il viaggio in Italia.

Lord Byron: inquieto e libertino, in Italia il poeta inglese ritrovò quell’equilibrio che gli permise di completare alcuni suoi capolavori, compreso The Prophecy of Dante in cui esprime il suo innato odio verso ogni forma di tirannia.

Oscar Wilde: solo pochi appunti in un diario di viaggio, eppure le parole di Oscar Wilde per il nostro paese sono più che lusinghiere: “Sento tornare tutti i miei poteri”, scrive guardando il Golfo di Napoli.

Fedor Dostoevskij: il soggiorno in Italia sarà per lo scrittore russo una vera e propria manna, e alcuni dei suoi personaggi racconteranno e sogneranno l’Italia.

E.M. Forster: in Italia lo scrittore inglese ambienterà due romanzi e numerosi racconti. In Camera con vista l’incontro con l’Italia sarà, per la protagonista, esperienza formante trasformandola in un essere più liberale, più tollerante e più connesso con la natura e l’umanità.

Julien Gracq: amore e odio dominano il rapporto di questo scrittore francese, che ne Intorno ai sette colli descrive dell’Italia le tante bellezze ma anche i pericolosi lati oscuri.

Ernest Hemingway: non solo dolce vita, in Di là dal fiume e tra gli alberi, lo scrittore americano esprime tutto il suo amore per il Veneto e trasforma il paesaggio del nostro paese nel vero protagonista del racconto.

Jorge Luis Borges: grande appassionato di cultura italiana, lo scrittore argentino si ispirò alla Divina Commedia per i suoi Nove saggi danteschi e sottolineò sempre il forte legame tra Italia e Argentina.

Frances Mayes: un po’ troppi stereotipi per questa scrittrice americana, rinata a nuova vita Sotto il sole di Toscana, ma meno banale e assai più appassionata di molti suoi contemporanei.

Foto di Kookay da Pixabay