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Di Renzo Editore

Abbiamo la scienza nel DNA

Marte, da Perseverance una sinfonia di suoni

3 Marzo 2021

È atterrato su Marte da pochissimi giorni, e già sta inviando video e foto in gran quantità. Il rover Perseverance, lanciato dalla NASA nell’ambito della missione Mars 2020, è infatti equipaggiato con strumenti scelti tra una vasta gamma disponibile per poter raccogliere il maggior numero di informazioni sul “pianeta rosso”.

Tra questi, una ventina di fotocamere ingegneristiche, scientifiche e di discesa ed atterraggio, nonché un microfono per la registrazione del suono ambientale.

Ed è stata proprio la prima registrazione ambientale – un fruscio causato dal vento, debole ma scoppiettante – ad incuriosire ed affascinare tutti gli appassionati dell’Universo.

Già la sonda Insight aveva captato il suono del vento “marziano”, o meglio una serie di vibrazioni causate dal suo impatto con i pannelli solari della sonda, proprio come il nostro vento contro gli infissi delle finestre.

Il microfono di Perseverance ha però registrato anche il rumore delle rocce e dei “diavoli di sabbia”, i piccoli tornado che si formano sulla superficie di Marte quando il terreno si surriscalda e folate di vento entrano nei moti convettivi di sabbia, spostandoli molto velocemente.

L’analisi di questi suoni, che si propagano su Marte diversamente da come farebbero sulla Terra, per via delle differenti proprietà della sua atmosfera, saranno essenziali per ricavare informazioni importanti sulla composizione e la durezza delle rocce.

Per i più romantici, sarà invece una meravigliosa esperienza, una vera e propria “sinfonia marziana”, che ci farà sentire sempre più vicini a questo pianeta affascinante e ormai sempre meno misterioso.

Foto di Bruno Albino da Pixabay