Dall’atomica alle reazioni nucleari ultrasoniche

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Energia Nucleare

L’energia nucleare fu liberata per la prima volta in Italia, a Roma, nell’ottobre del 1934 da Enrico Fermi, insieme ai suoi colleghi e collaboratori, usando l’elemento radioattivo uranio e per mezzo dei neutroni, che sono gli elementi neutri del nucleo atomico.

Sfortunatamente, il processo con cui venne liberata l’energia nucleare non fu subito riconosciuto. Infatti si trattava della scissione del nucleo dell’uranio per mezzo di neutroni, ma all’epoca era fortissima la convinzione che il nucleo dell’atomo, di qualunque atomo, non potesse essere spezzato, tanto meno scisso, in modo tale da liberare l’energia racchiusa nel nucleo stesso, l’energia appunto che gli permetteva di esistere.

Personaggi importanti per l'energia nucleare
Breve storia per immagini dell’energia nucleare.

Questa fortissima convinzione era dovuta all’opinione del fisico che nel 1919 aveva scoperto l’esistenza del nucleo dell’atomo, il barone inglese Ernest Rutherford, il quale aveva sentenziato che il nucleo dell’atomo “sarebbe sempre stato uno spreco e non una sorgente di energia per l’umanità”.

Tuttavia, la scoperta di Fermi non era così chiara e netta da sgomberare i dubbi. Molti scienziati – tedeschi, come Ida Noddack, e francesi, come Irène Curie – avanzarono l’ipotesi della scissione dell’uranio in due parti quasi uguali, altri – come l’austriaca Lise Meitner – rimasero arroccati nel pregiudizio di Rutherford.

La situazione fu incerta e confusa per due anni e Fermi, anche a causa delle  circostanze fortuite e casuali in cui aveva realizzato l’esperimento e la scoperta (con l’aiuto casuale di una donna delle pulizie), chiese lumi sia a Rutherford che a Niels Bohr, senza però riceverne indicazioni utili.

Anzi, Bohr, che era stato il collaboratore di Rutherford e l’ideatore del modello di atomo che da lui pratomiende il nome, aumentò l’incertezza e la confusione di Fermi, con i suoi giudizi contorti e confusi.

Pertanto, fu solo quattro anni dopo, nel novembre del 1938, che la liberazione dell’energia nucleare mediante la scissione dell’uranio fu riscoperta in Germania, a Berlino, da Otto Hahn e Fritz Strassmann, liberatisi dai pregiudizi di Lise Meitner che finalmente era emigrata in Svezia.

Da questo momento, il fenomeno venne battezzato dallo stesso Bohr “fissione nucleare”, su parere del biologo americano Ford, che fece l’analogia tra una cellula che si separa per dare vita a due cellule. Alla fine Bohr fece ammenda dei suoi precedenti giudizi confusi dicendo: “Come abbiamo fatto a non accorgercene prima?”.

Da allora la ricerca dello sfruttamento dell’energia nucleare procedette speditamente. Tutta la storia “riassunta” nel nuovo libro di Fabio Cardone dal titolo “La futura energia“.