Enrico Fermi e i secchi della sora Cesarina

14,00

Metodo, pregiudizio e caso in fisica

Autori: Fabio Cardone – Roberto Mignani
COD: 9788883233012 Categoria: Tag: ,
   

Quarta di Copertina

In questo libro godibilissimo, scritto da due fisici, noti tra l’altro per le loro ricerche sui fondamenti e le possibili estensioni della teoria della relatività, si ricostruisce l’ambiente umano che fece da sfondo agli esperimenti del 1934 di Enrico Fermi e dei ragazzi di Via Panisperna , mostrando che gran parte del “merito” delle loro importanti scoperte va attribuito alla donna delle pulizie del Regio Istituto Fisico (la “sora” Cesarina, appunto).

Ciò è conferma che, una volta di più, nella storia della scienza gioca un ruolo importante anche il “caso” (opportunamente coniugato al “talento” di chi sia in grado di coglierne gli involontari suggerimenti). Cosa c’entra dunque la sora Cesarina con Hiroshima e con tutto quello che ne è derivato e che ha cambiato il destino del pianeta? Stando alle ricostruzioni ufficiali nulla. Ma le ricostruzioni ufficiali dicono la verità? Dicono tutta la verità? Cardone e Mignani con un’affabulazione scintillante, una felice sorpresa trattandosi di scienziati, ricordano la svolta fondamentale della storia del Novecento che avviene proprio grazie alla scuola romana di fisica, con il famoso esperimento nella vasca dei pesci rossi. Andando a confrontare i resoconti e le memorie lasciate dai protagonisti di quella vicenda, con somma sorpresa si sono accorti che ciascuno raccontava una storia diversa. E nessuno spiegava in modo convincente l’irrituale ricorso a quella fontana…

I Capitoli

  • Prefazione
  • Pensieri autunnali di un fisico a fine millennio
  • I fisici e il metodo scientifico
  • La ricerca della verità
  • L’esperimento come interrogazione della natura
  • Un incontro casuale
  • Il racconto del cavalier Berardo
  • La ripetibilità: l’anima del metodo scientifico
  • I secchi della sora Cesarina
  • La scoperta e lo scopritore
  • La scoperta incompresa
  • Fermi e la scelta di Lorentz
  • Epilogo
  • Paralipomeni (o della serendipità)
  • Il ritorno della sora Cesarina
  • Ringraziamenti

Cenni biografici degli scienziati

  • Enrico Fermi
  • Ernest Rutherford barone di Nelson
  • Emilio Segrè
  • Ida Eva Tacke Noddack
  • Franco Rasetti
  • Lise Meitner
  • Edoardo Amaldi
  • Irène Joliot-Curie
  • Bruno Pontecorvo
  • Frédéric Joliot-Curie
  • Orso Mario Corbino
  • Niels Henrik David Bohr
  • Giulio Cesare Trabacchi
  • Otto Hahn
  • Oscar D’Agostino
  • Fritz Strassmann

Prefazione

Da secoli, se non da millenni, l’immaginario collettivo identifica la figura dello scienziato con quella del mago o dello stregone, depositario di segreti che solo a lui la Natura ha rivelato, dotato di una intelligenza superiore che gli consente di comprendere e prevedere eventi che all’uomo comune appaiono inspiegabili e misteriosi, e per questo capace di impiegare le forze più profonde che sorreggono il mondo sensibile nella costruzione di strumenti potentissimi che consentono di asservire il cosmo e la vita stessa alle esigenze dell’uomo.

Questa identificazione trova una sua espressione letteraria in una serie innumerevole di aneddoti, biografie, novelle, romanzi, film e persino poesie, dai primi racconti frammentari sulla vita di Talete – forse il primo scienziato della storia – alla mela di Newton, alla storia del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde, ai moderni romanzi e film di fantascienza.

Nel 1945 – in piena era nucleare – un senatore americano, il senatore Tydings, ancora affermava che «l’intelligenza di uno scienziato atomico sta alla nostra come una montagna sta al monticello di una talpa»1.

Ma è vero tutto questo? Gli scienziati sono davvero uomini eccezionali o sono soltanto fortunati? Cos’è che rende uno scienziato più bravo di altri? La fortuna, ovvero il caso? O soltanto la sua posizione sociale nel momento storico in cui vive? O il contesto in cui opera?

Questo libro si propone di evidenziare queste problematiche e di sottolineare l’urgenza di una risposta a questi interrogativi fondamentali tramite l’analisi di un caso che, come italiani, ci riguarda molto da vicino: la realizzazione nel 1934 a Roma, in via Panisperna, da parte di Enrico Fermi e dei suoi collaboratori della prima fissione nucleare artificiale della storia.

La sora Cesarina, al secolo Cesarina Marani, la donna delle pulizie del Regio Istituto Fisico.

Qui si è usata la parola «realizzazione» e non «scoperta» perché in realtà allora né Fermi né i suoi collaboratori si resero conto di aver scoperto la fissione nucleare. Pensarono solo di aver scoperto – ed era anche questo un fatto importantissimo – che i neutroni, una volta rallentati dall’acqua, erano molto più efficaci nel produrre la radioattività artificiale. La giusta interpretazione dei fenomeni osservati – come è noto dalla storia della Fisica – arrivò solo molti anni dopo ed avvenne quando anche Enrico Fermi si trovava ormai in altri contesti politici e sociali.

Così accadde che una delle scoperte scientifiche più importanti del Novecento, verificatasi per caso in un paese povero e arretrato come l’Italia, recò invece vantaggi enormi ad un paese, come gli Stati Uniti, che era già allora il più ricco della terra e che, grazie a ciò, divenne la superpotenza mondiale che tutti conosciamo.

Ma come si verificarono realmente gli eventi scientifici del 1934? Questo libro finalmente ricostruisce – con una indagine degna di un vero e proprio romanzo giallo – come e perché Fermi e i suoi collaboratori giunsero a quella che credevano essere la loro scoperta, e furono allo stesso tempo ciechi di fronte a quella che era la loro vera, grande realizzazione. E questa indagine da detective, servendosi di testimonianze assolutamente inedite, scopre un personaggio nuovo e inatteso, occasione involontaria di così importanti eventi: la sora Cesarina, al secolo Cesarina Marani, la donna delle pulizie del Regio Istituto Fisico, che, collocando i suoi secchi d’acqua in una posizione che viola le regole che le erano state imposte, produce, senza volerlo, variazioni nuove e inspiegabili nell’attività radioattiva studiata nell’Istituto, variazioni che innescano in Fermi l’intuizione che lo porterà alla sua grande scoperta. È stata dunque la sora Cesarina la causa prima della scoperta della fissione nucleare? O è stato Enrico Fermi?

Informazioni Libro

Autore

Cardone, Mignani

Anno Edizione

2016

Pagine

136

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