Bugiardi dentro

La capacità di mentire sembrerebbe essere un tratto fortemente “umano”. Impariamo a dire bugie sin da bambini, e col tempo impariamo quando e come possiamo cavarcela o rischiamo di essere scoperti.

Mentire è “naturale… spontaneo e universale” diceva Piaget, ed è una conseguenza diretta della capacità tutta umana di comunicare verbalmente. Ma anche il linguaggio non verbale è fondamentale quando si dice una menzogna: le espressioni del viso, la postura, i gesti, sono tutti elementi che possono tradirci e che devono essere controllati per poter essere certi di ottenere il risultato sperato.

Basta quindi sapere come e cosa cercare per capire quando una persona ci sta dicendo un sacco di fandonie. Se saper parlare è uguale a poter mentire, gli ascoltatori più attenti sapranno rilevare pause fuori posto, balbettii e rallentamenti “di servizio”, acutizzazioni della voce, insomma tutti i trucchi del bugiardo patologico.

Più difficile invece leggere i segnali del linguaggio del corpo, ma basta sapere cosa cercare: battere i piedi, stringere i pugni, dondolarsi, giocherellare con gli accessori che si indossano sono tutti atteggiamenti di chi è nervoso, si vergogna o si sente a disagio per la bugia che sta per dire.

Anche le espressioni del volto del bugiardo possono essere complesse da interpretare, ma grazie al lavoro di Paul Ekman sappiamo moltissimo sui segnali da ricercare e tenere sotto controllo.

Secondo Ekman, professore di psicologia all’Università di San Francisco, autorità mondiale nello studio delle espressioni facciali legate alle menzogne, controllare le emozioni rivelate dal volto non è facile come controllare le parole o i gesti. Infatti, al contrario di questi, non possiamo cambiare un’espressione a comando, né la possiamo “ritirare”, come si fa con una parola che ci tradisce. Possiamo solo intuire cosa dice il nostro volto e sforzarci di sembrare naturali, ma non è certo facile come mordersi la lingua.

Allora quali sono i trucchi per smascherare un bugiardo patologico guardandogli il viso? Ekman suggerisce di cercare una corrispondenza tra le emozioni svelate dalle parole e quelle espresse dal viso del sospetto bugiardo: se sta cercando di esprimere emozioni che non prova, spacciare un sentimento per un altro, o apparire del tutto privo di emozioni, dovreste essere in grado di accorgervene. Basta guardarlo negli occhi e prestare attenzione alle cosiddette “micro-espressioni”, le più difficili da tenere sotto controllo.

Non è certo impresa facile, e forse nemmeno il catalogo delle espressioni facciali che Ekman sta curando ormai da molti anni, potrà essere uno strumento così affidabile, ma costringerà di certo i bugiardi ad alzare la guardia.