Donne con la testa “tra le stelle”

Donne nella scienza

Si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. La storia della scienza ci dice che a volte quella donna era davvero grande ma costretta ad appoggiarsi a una figura maschile per poter in qualche modo emergere.

Nella giornata mondiale delle donne nelle scienza, abbiamo scelto 10 donne di scienza che hanno contribuito, a volte a titolo gratuito, ai progressi dell’astronomia e dell’astrofisica. Anche a loro si deve l’Universo così come lo conosciamo.

Cominciamo da quella che viene considerata la prima donna astronomo della storia, la babilonese Aglaonice, che secondo le fonti, tra il III e il I secolo a.C. riuscì a prevedere con esattezza le eclissi solari e lunari.

Un po’ più tardi, tra il X e l’XI secolo d.C, troviamo Fatima di Madrid, astronoma musulmana che lavorò all’ombra del padre. Sue le correzioni alle tavole astronomiche di al-Khwarizmi, padre dell’algebra.

Una vita tra le stelleNel XII secolo operò invece Ildelgarda di Bingen che, nella solitudine del convento dove era monaca, concepì il cosmo con una Terra sferica circondata da involucri che contengono corpo celesti.

Sophie Brahe, sorella del celeberrimo Tycho, contribuì alla redazione di un catalogo di stelle fisse, più di mille: una passione lunga una vita per una vita eccezionalmente lunga per i suoi tempi.

La sua contemporanea Maria Cunitz ebbe invece l’ardire di semplificare e correggere le tabelle di Keplero: suo marito dovette scrivere una prefazione per confermare che era tutta farina del suo sacco.

Nel Settecento, Maria Wilkemann fu la prima donna a scoprire una cometa ma dovette cedere il merito al marito. 

In tempi assai più recenti, negli anni ’60, l’inglese Margaret Burbidge scoprì l’oggetto astronomico più distante conosciuto all’epoca. Nel corso della sua lunga vita – è morta nel 2020 a 100 anni suonati – ha contribuito allo sviluppo di numerose teorie e strumenti, oltre ad essere stata paladina dell’attivismo contro il sessismo nella scienza.

Jocelyn Bell era ancora una studentessa quando, nel 1967, scoprì la prima pulsar: il premio Nobel è andato al suo professore, ma nella lunga carriera che seguì alla scoperta non le sono mancati premi scientifici e cattedre prestigiose.

Insieme a queste grandi scienziate vogliamo ricordare anche Valentina Tereshkova, la prima donna ad andare nello spazio, nel 1963: un giretto lungo meno di un giorno che ha fatto la storia.

E concludiamo con la nostra Margherita Hack: la sua vita tra le stelle ha ispirato e continuerà ad ispirare le nuove generazioni di donne nell’astrofisica, nell’astronomia e nella scienza in generale.

Foto di Arek Socha da Pixabay