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Di Renzo Editore

Abbiamo la scienza nel DNA

Piantiamo un albero, la ricetta di Jane Goodall per salvare il pianeta

22 Aprile 2022

Si chiama “Trees for Jane” la campagna internazionale per la protezione e il ripristino degli alberi e delle foreste in tutto il mondo, ispirata all’opera dell’ambientalista più famosa del mondo: Jane Goodall.

Sulle orme della Goodall, che ormai da molti anni continua a rilanciare l’allarme sulla rapidità con cui le foreste stanno scomparendo, il progetto ha raccolto il messaggio di speranza che Jane non ha mai smesso di diffondere, ovvero salvaguardare e reintrodurre gli alberi per salvare gli ecosistemi e perché no, anche noi stessi.

Un albero per Jane

Con lo slogan “Un albero per Jane”, il programma offre a chiunque lo desideri la possibilità di “reinverdire” il pianeta, perché – in totale aderenza al credo di Jane Goodall – ogni singolo individuo può fare la differenza nel risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici.

La missione alla base del progetto è dunque quella di supportare gli sforzi per la tutela delle zone boschive e delle foreste ancora esistenti e di promuovere la riforestazione spingendo individui e comunità a piantare e prendersi cura di nuovi alberi, creando così le foreste del futuro. Una missione in linea con l’iniziativa delle Nazioni Unite che intende, con la campagna “Trillion Tree Campaign”, proteggere e piantare 3.000 miliardi di alberi entro il 2030.

Soluzione semplice, grandi speranze

Citando le parole di Jane Goodall:

“non bisogna essere uno scienziato per capire gli effetti della crisi climatica sulla vita del nostro pianeta”.

Chi vive e lavora a contatto con la natura – contadini, pescatori, ma anche piloti di aerei o ingegneri – sa bene quanto siano profondi i cambiamenti che hanno investito il meteo, il suolo, le acque.

“Eppure,” prosegue Jane, “ciascuno di noi può fare la differenza. Possiamo tutti essere parte della soluzione.”

Proteggere, salvare e piantare alberi può contribuire alla salvaguardia del nostro clima creando al tempo stesso un mondo migliore per tutti gli esseri viventi, umanità compresa.

Le foreste, ricordano gli organizzatori della campagna, continuano a essere la soluzione più efficace per lo smaltimento della CO2 e per la produzione di ossigeno. La deforestazione, per far spazio ad attività umane più lucrative (allevamento, produzione di olio di palma, soia e carta), sta tuttavia distruggendo giorno dopo giorno enormi zone di verde, in particolare le foreste pluviali dell’Amazzonia. “Polmone della Terra” non è un soprannome vezzeggiativo, ma una realtà che non può e non deve essere ignorata..

Non solo “green”

Allo stato attuale, non basterebbe dismettere l’uso di carburanti fossili per ridurre la quantità di anidride carbonica presente nella nostra atmosfera. Riduzione del consumo di energia, fonti alternative rinnovabili, razionalizzazione delle attività a elevata produzione di CO2 sono tutte soluzioni che da sole non possono invertire la rotta.

Se si pensa che sul nostro pianeta c’erano oltre 6.000 miliardi di alberi, l’unica semplice soluzione è il rimboschimento e la conservazione delle foreste ancora esistenti.

La strada però è ancora lunga… e tutta in salita, considerando la quasi mancanza di collaborazione da parte di alcune grandi potenze mondiali e la scarsa consapevolezza del problema se non nelle nuove generazioni, le più interessate alla salute del nostro pianeta.

Non è un caso che lo slogan della Giornata mondiale della terra di quest’anno sia proprio “Investi nel nostro pianeta”: piantare un albero è un piccolo investimento che può darci preziosi frutti. “Siete rimasti senza scuse,” ha detto Greta Thunberg accusando le vecchie generazioni. È ora di fare tutti qualcosa, insieme, per restituire ai giovani il tempo che ora sembra perduto.

Foto di ejaugsburg da Pixabay