Aiutare un bambino a superare un lutto

Aiutare i bambini a superare il lutto

L’elaborazione del lutto è un passaggio molto difficile da compiere, perché richiede la capacità di lavorare sulle proprie emozioni (dolore, rabbia, invidia, negazione) durante le 5 fasi del lutto.

Tutto ciò risulta ancor più complicato se a dover elaborare il lutto è un bambino, che per scarsa dimestichezza con la propria psicologia non ha la capacità di dare un nome alle proprie emozioni e ne è sopraffatto.

Apparentemente i bambini sembrano meno propensi alla sofferenza, in verità la loro capacità di sopportazione del dolore psichico è soltanto più limitata nel tempo. Per questo per favorire l’elaborazione del lutto di un bambino sarà necessario ripetergli più e più volte l’accaduto, perché la sua prima istintiva difesa sarà la dimenticanza.

Dal momento che il lutto in età precoce si iscrive nella memoria come trauma, è possibile che i bambini che subiscono la perdita di un genitore la ricorderanno, periodicamente e a lungo, durante tutta la vita, specialmente nei momenti per loro importanti: il diploma, il matrimonio, la nascita di un figlio.

Nell’elaborazione del lutto da parte di un bambino pesa molto l’ambiente familiare circostante. Se l’adulto di riferimento mostra di non saper affrontare il lutto – per esempio arroccandosi nella prima fase del lutto, quella del rifiuto – anche il bambino resterà prigioniero di questa fase.

Peggio ancora è il perdurare della fase della tristezza: “non ha più senso vivere”, perché si instaura una carenza affettiva ai danni del bambino le cui conseguenze saranno durature.

Aiutare un bambino nell’elaborazione del lutto non significa aspettarsi che ne parli apertamente come un adulto, né che sosti a lungo nel dolore. Piuttosto, è giusto che il bambino abbia la possibilità di passare repentinamente dal dispiacere al gioco o dalla sofferenza all’allegria.

I bambini non esprimono le loro sofferenze verbalmente, ma il loro comportamento parla: un eccesso di rabbia o paura (soprattutto dell’abbandono) sono il segno evidente che stanno attraversando una delle fasi del lutto.

Un’opportunità “sicura” per elaborare una perdita è il gioco: per esempio, i bambini molto piccoli si divertono a veder scomparire gli oggetti e poi a vederli ricomparire; secondo Freud questo è il modo simbolico con cui i bambini imparano ad accettare le temporanee assenze della madre, e prendono consapevolezza del fatto che presto tornerà.

Le reazioni più comuni al lutto, nei bambini, sono:

  • Cercare la persona scomparsa
  • Sognare la persona scomparsa
  • Colpevolizzarsi per la morte
  • Distrarsi, avere dimenticanze
  • Manifestare ansia e paura del buio
  • Eccessiva richiesta di vicinanza fisica
  • Starsene in disparte
  • Essere irrequieti e non voler andare a scuola
  • Sentirsi diversi dagli altri
  • Dolori addominali e mal di testa frequenti
  • Irritabilità, aggressività e comportamenti antisociali
  • Cambiamenti nelle abitudini alimentari e nel ciclo sonno-veglia
  • Fare pipì al letto o costipazione

Come possiamo aiutare un bambino nell’elaborazione del lutto?

  • Rassicurandolo
  • Mantenendo inalterate le abituali routine quotidiane
  • Usando parole per descrivere il suo stato d’animo
  • Allontanandosi il meno possibile
  • Dando risposte oneste alle sue domande
  • Abbracciandolo e incoraggiandolo
  • Parlandogli gentilmente e mantenendo la calma intorno a lui
  • Spiegandogli che la morte fa parte della vita, usando esempi tratti dal mondo naturale, come le piante che crescono e appassiscono
  • Lasciandoli partecipare ai funerali o permettendogli di conservare un ricordo della persona scomparsa
  • Fornendogli oggetti transizionali, come un orsacchiotto o una coperta speciale
  • Incoraggiandoli a giocare (per esempio, con la sabbia, le bambole, il disegno o la scrittura e varie attività fisiche)