La Via della Seta: merci e idee in viaggio verso la Cina

A cosa pensate quando sentite parlare di “Via della Seta”? A Marco Polo, senza dubbio. A lunghe carovane che attraversano steppe e deserti, a incontri straordinari tra genti e culture, a spezie rare ed esotiche. Ma questa via commerciale, aperta oltre 2.000 anni fa per favorire gli scambi commerciali tra la Cina e l’Europa, è ben più di un viaggio da un continente all’altro.

È il simbolo dell’apertura, del desiderio di conoscere e di conoscersi, della condivisione di scoperte scientifiche e tecnologiche.

Attraverso la Via della Seta, e per tramite degli Arabi, dalla Cina arrivarono importanti novità che rivoluzionarono la vita degli occidentali in tempo di pace e di guerra: la carta e la polvere da sparo. Ma con le merci viaggiavano anche le idee: si divulgarono nuove conoscenze matematiche, astronomiche, meccaniche; si diffusero nuove filosofie e religioni; si entrò in contatto con nuove forme di arte e di cultura. Di qui passarono le prime forme di globalizzazione, prima che la scoperta delle Americhe e delle rotte marittime facessero scoprire il mondo nella sua interezza.

Il libro di Lucia Votano

Per questo ancora oggi l’espressione “Via della Seta” viene usata per descrivere gli scambi, effettivi o auspicati, tra il colosso economico cinese e l’Occidente industrializzato, con particolare riferimento all’Europa. È di questi giorni la notizia del nuovo accordo, così battezzato, tra l’Italia e la Cina per favorire gli scambi economici e commerciali tra i due Paesi.

Si tratta in realtà di una trentina di accordi istituzionali e commerciali che vanno sotto il nome di nuova Via della Seta, volti a migliorare i collegamenti commerciali con i paesi dell’Eurasia. Gli accordi prevedono infatti lo sviluppo di infrastrutture di trasporto e di logistica, per collegare via mare e via terra la Cina con l’Asia centrale e l’Europa. Un progetto fortemente voluto dal governo cinese, che prevede anche collaborazioni in ambito tecnologico, soprattutto nel campo dell’energia e delle telecomunicazioni.

Perché lo sviluppo economico e commerciale, proprio come ai tempi della prima Via della Seta, non può prescindere da quello in campo scientifico e tecnologico. Non a caso Lucia Votano, fisico italiano di fama internazionale, prima donna a dirigere il più grande laboratorio sotterraneo del mondo, quello del Gran Sasso, ha scelto proprio questa espressione per il titolo di un volume dedicato al mondo della ricerca scientifica e al suo sviluppo dal dopoguerra ad oggi.

Votano, impegnata nel progetto JUNO nella Cina meridionale, sa per esperienza personale che la fisica ha cominciato a migrare verso Oriente e che Cina, Corea e Giappone ne sono i nuovi protagonisti, e ci spiega in che modo l’Europa potrà avere ancora un ruolo da protagonista

JUNO è una collaborazione internazionale per la costruzione di un gigantesco rivelatore sotterraneo di neutrini a scintillatore liquido. Sfrutterà l’esperienza italiana negli studi sui neutrini eseguiti nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, e verrà portato avanti in parallelo ai progetti HYPER-KAMIOKANDE in Giappone e LBNF al FERMILAB. A fianco di Italia e Cina ci saranno anche Repubblica Ceca, Francia, Finlandia, Germania, Russia e Stati Uniti.

Anche gli accordi commerciali siglati in questi giorni coinvolgono l’Europa: Bulgaria, Croazia, Grecia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia e Slovacchia li hanno già sottoscritti. Non i grandi dell’UE, però, che anzi è contraria; troppi sono i timori di possibili influenze politiche attraverso il controllo economico.

In questo la scienza ha forse ancora molto da insegnare. Gli obiettivi da perseguire e le sfide da affrontare sono ancora molte e nessuna occasione può essere mancata.