Un uomo biblico, come Caino, è diventato un archetipo

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Al di là dell'abbandono... il dettato di Abele

I grandi miti come i grandi personaggi archetipizzati , sono eterni e affascinanti. Parlano ancora e sono significativi anche per l’uomo e la donna disincantati di oggi. Un uomo biblico, come Caino, è diventato un archetipo, un simbolo, una categoria universale. Scovare, scavare e immedesimarsi nelle caratteristiche sovratemporali e transpersonali di miti o di figure esemplari, senza scadere nella banalità del già pensato e già detto, è un grande privilegio che pochi scrittori hanno in dono.

Rosanna Ninivaggi, autrice del bel libro Caino, è riuscita a penetrare in questo personaggio biblico, nella sua soggettività e nella sua universalità come drammatica dimensione dell’esistenza. Caino ancora vive e lo possiamo incontrare non solo per la strada ma anche in noi stessi, come parte nascosta e misteriosa della nostra “ombra”. La Ninivaggi parte dalla fenomenologia moderna per proporre quell’universale, chiamato Caino, che opera misteriosamente in ogni soggettività. Caino è un libro chiaro, profondo e illuminante per tutti coloro che ancora hanno la passione del pensare e sanno correre il rischio di rispecchiarsi nei simboli, con la loro carica di “fascinazione tremenda” tipica solo di ciò che è autenticamente sacro.

José Antonio Merino (professore ordinario di filosofia presso l’Università Antonianum di Roma)