Democrazia, quella “cattiva” abitudine dura a morire

Una società democratica che si rispetti dovrebbe basarsi sul principio del ‘consenso dei governati’”. È l’incipit di un capitolo di Linguaggio e politica di Noam Chomsky dedicato alla democrazia. Il capitolo ha un titolo sibillino – “Consenso senza consenso” – e in esso, Chomsky intende riflettere sugli sforzi delle forze popolari “di guadagnare un maggior peso nella gestione dei loro affari”, ma anche sul sistema di pensiero elaborato “per giustificare la resistenza dell’élite nei confronti della democrazia”.

Chomsky insiste sull’importanza della teoria alla base dell’esercizio democratico, ma non trascura le implicazioni di una pratica ben radicata nelle società occidentali, che la rendono non sempre così facile da bypassare.

Linguaggio e politica

La vicenda di Katharine Gun, divenuta prima un libro e poi un film, ci ricorda che quando i governati esercitano il proprio diritto a esprimere il proprio dissenso, la democrazia può compiersi a dispetto di qualsiasi sforzo – lecito e non – dei governanti di difendere il proprio operato.

Nel 2003, Katharine Gun (all’epoca al soldo dei servizi segreti britannici) rivelò alla stampa un’e-mail interna in cui l’Agenzia per la sicurezza statunitense chiedeva la collaborazione del Regno Unito per raccogliere le informazioni necessarie a forzare il voto di alcuni membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in favore dell’invasione dell’Iraq sulla base della presenza non documentata di armi nucleari.

E mentre metà del Paese scendeva in piazza per protestare contro una guerra “illegale”, Katharine veniva “legalmente” perseguita per aver violato i protocolli di sicurezza.

A sorpresa, però, in un processo durato appena mezz’ora, le accuse vennero lasciate cadere: l’accusa dichiarò di rinunciare all’incriminazione per mancanza di prove concrete, ma la stampa dell’epoca sottolineò che i documenti richiesti dalla difesa per dimostrare la sua innocenza avrebbero messo in seria discussione la legittimità delle azioni del Governo britannico.

Traditrice per alcuni, eroina per altri, Katharine Gun e la sua vicenda ci mettono di fronte ad un’annosa questione. Di fronte alle scorrettezze di chi governa, a chi si deve essere leali? Una domanda che ha segnato la storia della democrazia e la cui risposta è stata continuamente inseguita, con punte di non trascurabile drammaticità nel corso della storia politica occidentale.

Nel “moderno pensiero progressista,” dice Chomsky con la mente a Hulme,

il popolo può essere ‘spettatore’, ma non ‘partecipante’.

Il significato effettivo del consenso dei governati starebbe dunque nel sottomettersi ai governanti: un “consenso senza consenso”, appunto, a cui non di rado si affianca un aperto dissenso, che può far cadere i governi e far trionfare, anche se per pochi istanti, le giuste cause della democrazia.

Foto di Free-Photos da Pixabay