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Sologamia, il nuovo modo di amare sé stessi

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Secondo gli psicologi sarebbe la più grande storia d’amore di tutti i tempi, un legame duraturo e indissolubile, che richiede costanza e a volte molto coraggio. No… non si tratta di grandi passioni, di amori contrastati, di lunghe amicizie o rapporti filiali. La più grande storia d’amore che ciascuno di noi può vivere è quella con sé stessi.

Sì, perché – a quanto pare – amarsi e rispettarsi non è un fatto scontato, ma è tuttavia essenziale perché ci aiuta a capire chi siamo, ci fa trovare il nostro posto nel mondo e ci rende più selettivi nel nostro amore verso gli altri.

In particolare, secondo gli studiosi di genere, le donne hanno bisogno più degli uomini di riscoprire e riaffermare questa forma di autostima, soprattutto in certe realtà sociali e culturali che attribuiscono loro un ruolo preciso che non sempre ne rispetta i desideri e le velleità.

La sologamia è un matrimonio particolare

Questo tema è stato molto discusso di recente, per via dell’aumento dei casi di sologamia, ovvero delle donne che decidono di sposare sé stesse, organizzando una vera e propria cerimonia, con tanto di abito bianco e torta nuziale.

Si tratta di una pratica iniziata in Giappone e molto diffusa soprattutto nel mondo anglosassone, tanto da fare la sua comparsa anche in un episodio di Sex and the City. Ora, però, anche in Paesi più tradizionalisti, la sologamia comincia a diffondersi come forma di autoaffermazione da parte di donne che ricominciano da sé stesse per trovare il proprio posto: i casi di sologamia sono in continuo aumento in Italia, in Spagna, persino in India.

E se nello smaliziato Nord Europa è per lo più vissuta come un’occasione per avere un bel matrimonio anche in mancanza di un marito, laddove le donne sono ancora considerate principalmente mogli e madri è una scelta difficile e piena di significati, che spesso necessita persino di un supporto psicologico.

Finché morte non ci separi

Cosa promettono a sé stesse le donne che scelgono la sologamia? Di amarsi, di ascoltarsi, di prendere consapevolezza dei propri bisogni e di metterli al primo posto. Di essere la propria migliore amica e di scegliere con attenzione chi merita il loro rispetto e il loro amore. E soprattutto di non cercare fuori ciò che hanno già dentro: quello che sono e che desiderano essere.

Sulle prime, potrebbero sembrare promesse egoistiche ed egocentriche, fatte da donne che cercano una scusa per divertirsi un po’ o, peggio ancora, una roba da zitelle incallite. Fatto sta che non sono solo le donne single a scegliere l’auto-matrimonio.

In Spagna ha fatto scalpore il caso di una donna sposata e madre di due figli che ha scelto, in accordo col marito, di sposare sé stessa come atto simbolico per l’inizio di un nuovo equilibrio familiare. “Ho scelto la sologamia,” ha dichiarato, “perché dopo la nascita della mia secondogenita mi sono accorta di non avere più il mio spazio. Non ero più io. Ero la moglie di mio marito e la madre dei miei figli.”

Per questa donna il matrimonio con sé stessa è stato un modo per far capire al marito e alla famiglia il disagio in cui si era venuta improvvisamente a trovare. La sologamia è dunque una risposta alla cultura della nostra società, solo in apparenza emancipata ma in realtà profondamente patriarcale, secondo la quale spettano ancora alla donna alcuni ruoli (leggi: incombenze) nell’ambito della vita familiare.

La sologamia non è purtroppo una soluzione – e infatti legalmente non esiste – e di certo da sola non basta a spazzare via un modello che dura da secoli. Può essere però l’inizio di un’autoconsapevolezza, a livello individuale, che può portare a realtà familiari nuove che tengano conto anche di altre questioni più recenti e controverse, come ad esempio l’identità di genere.

Un cambiamento che speriamo avvenga in tempi non troppo “biblici”, come è stato necessario in passato per altre rivoluzioni culturali.

Foto di melancholiaphotography da Pixabay