Bugie e calorie, correlazione sospetta ma inspiegabile

Uno studio recente condotto dal Joint Research Center della Commissione Europea ha ipotizzato che possa esserci una relazione tra la tendenza a mentire e un’alimentazione ricca di zuccheri e calorie.

La seduzione delle bugieLo studio ha osservato 150 soggetti, riuscendo a dimostrare che lo stato di digiuno o di sazietà possono influenzare i processi cognitivi, compresa la propensione alla menzogna. Ai soggetti veniva concessa una ricompensa in base al colore uscito tirando un dado a tre facce: il risultato era visibile solo al soggetto, e lo studio ha rilevato che i soggetti tendevano ad essere più disonesti se avevano già fatto colazione. Ci sarebbe dunque un legame tra i livelli di glucosio nel sangue e l’inclinazione alla bugia.

Analizzando più a fondo i dati, lo studio ha messo in relazione l’indice di massa corporea con la capacità di mentire, dimostrando che questa è più elevata nelle pazienti obese di sesso femminile. Si tratta naturalmente di risultati preliminari che devono ancora essere verificati a fondo. Lungi dal costituire la base di eventuali pregiudizi, per ora dimostrano solo che le alterazioni dello status energetico possono avere effetti sulla nostra capacità di autocontrollo.

E dato che, dicono gli esperti, l’obesità è determinata da complesse interazioni tra comportamento, attività neuronale e fenomeni metabolici, è per il momento difficile spiegare l’influenza del metabolismo sulle norme morali, prendendo in considerazione solo gli aspetti energetici.

L’analisi della gestualità e delle micro-espressioni facciali resta quindi ancora il sistema migliore per identificare i bugiardi. Parola di Paul Ekman.

 

Foto di silviarita da Pixabay