Presentare la chimica sotto una luce nuova

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Come pensa un chimico?

Per la Di Renzo Editore Come pensa un chimico? del vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 1981, Roald Hoffmann. E’ un libro pubblicato nel 2009, piccolo piccolo, ma molto efficace nel presentare la sua originle idea di chimica. In rete ho trovato anche commenti negativi di lettori che contestavano l’eccessiva concentrazione sul pensiero del chimico Hoffmann.

Ma d’altra parte l’Autore l’aveva specificato sin nella sinossi: “Sono interessato in primo luogo al modo di pensare del chimico in generale, e non solo a quello dei miei colleghi teorici e vecchi sperimentalisti, perché spesso essi hanno adottato un particolare modo di pensare che per loro funziona perfettamente”, scrive infatti Hoffmann, una vita dedicata non solo alla scienza, ma anche allo studio dell’arte e della letteratura, e che da lungo tempo sta tentando di modificare, con i suoi scritti, l’idea che in genere si ha della chimica, fornendole un’accezione più in sintonia con le nuove esigenze culturali.

È vero che precisa di rivolgersi, invece, ad una fascia ben precisa di lettori che per lui sono: “studenti, laureati e giovani assistenti, persone dalle menti aperte, pronte ad adottare nuove modalità di pensiero” e quindi avrebbe dovuto magari specificare “le mie”.

D’altra parte il libro è suo e sue sono le “modalità di pensiero“, originate dall’originale esperienza di chimico votato alla scienza ma senza dimenticare la passione per la letteratura e l’arte, quindi se vogliamo non si tratta esattamente di promesse disattese. Roald Hoffmann, nato a in Polonia nel1937, è chimico teorico presso la Cornell University statunitense.

Miracolosamente sfuggito all’Olocausto per via delle sue origini ebraiche, negli States ha studiato alla Columbia University e ad Harvard, dove sotto la direzione di un altro Premio Nobel, William N. Lipscomb, ha sviluppato ed ampliato il cosiddetto Metodo di Hückel esteso.

Hoffmann ama definire il proprio campo di ricerca come “chimica teorica applicata“, termine con il quale caratterizza la particolare miscela di calcoli stimolati dalla sperimentazione e dalla costruzione di modelli generalizzati, di strutture per la migliore comprensione dei fenomeni, ovvero i suoi contributi alla chimica. Autore di oltre 500 articoli scientifici, ha insegnato alla comunità scientifica nuove modalità di comprensione della geometria e della reattività delle molecole.

Tra i suoi principali interessi, le sostanze organiche ed inorganiche, per le quali ha sviluppato strumenti e metodi computazionali. Ha inoltre enunciato delle regole per spiegare i meccanismi di reazione (regole di Woodward-Hoffmann) ed ha introdotto l’analogia isolobale.

Un altro grande pregio di Hoffmann, è però appunto quello di aver contribuito con la sua attività di scrittore a diffondere un’immagine più positiva e affascinante della chimica tra i non addetti ai lavori. Appassionato di poesia, ha pubblicato numerose raccolte insieme a testi divulgativi per spiegare la chimica al grande pubblico, in particolare ai giovani.

Ha inoltre scritto alcune pièce teatrali che affrontano i grandi dilemmi della scienza. Oltre al Nobel, ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è finora l’unico chimico ad aver ricevuto tre premi dell’American Chemical Society in tre diverse branche della chimica. Una curiosità: il suo nome è stato scelto in onore dell’esploratore norvegese Roald Amundsen.