Una malattia chiamata genitori

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Una malattia chiamata "genitori"

Anne Ancelin Schützenberger, psicologa esperta di genosociogramma, con Ghislain Devroede, specialista in disfunzioni dell’apparato digestivo, continuano il viaggio nel complesso rapporto tra traumi vissuti e manifestazioni psicosomatiche nelle successive generazioni, iniziato con il testo “La sindrome degli antenati.”

Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell’albero genealogico. Che i bambini crescano in simbiosi con la mamma prima e poi con le figure adulte più prossime non è una novità, ma andando oltre a ciò, si possono scoprire relazioni ancora più profonde. Il corpo del bambino, infatti, parla della storia familiare: traumi, abusi sessuali, abbandoni, perdite. Ogni avvenimento viene registrato e ad un tratto può essere manifestato dal corpo.

Solo prendendo coscienza dell’accaduto ed elaborandolo, si potrà superare la ferita ed interrompere la coazione a ripetere, discendenza dopo discendenza. Noi tutti, infatti, siamo indissolubilmente connessi alle generazioni che ci hanno preceduto, anche svariati secoli prima. Il trauma del singolo diventa allora il destino di intere popolazioni e culture. Queste non sono teorie scisse da una dimostrazione pratica. I casi al vaglio degli studiosi aumentano e con questi la risoluzione di problemi fisici che in realtà avevano natura traumatica e psicologica.

Ad esempio, a proposito degli abusi sessuali, è dimostrato che il 50% delle donne violentate accusa colopatia funzionale, e quasi tutte soffrono di anismo, così come le madri di coloro che soffrono di problemi digestivi hanno in comune una storia di violenze sessuali. La sofferenza mentale è generata dall’impossibilità di parlare dei traumi subiti: emozioni che non sono state espresse, trattenute, ad un certo momento della catena generazionale, trovano, nel malessere fisico, il modo di esprimersi.

Ricchi i riferimenti ai lavori, considerati ormai classici della teoria gestaltica e delle dinamiche di gruppo, da Kurt Lewin a Bluma Zeigarnik. L’effetto Zeigarnik è proprio quello che si riferisce alle incombenze incompiute e alla loro persistenza nella memoria. Esauriente glossario e ricca bibliografia completano il testo.

(Fuorilemura.com – febbraio 2010)