Il soffitto di Vetro e la scogliera di cristallo

Il termine “soffitto di vetro” è divenuto celebre per la prima volta nel 1986, in un articolo di Carol Hymowitz e Timothy D. Schellhardt, ne The Wall Street Journal in cui si parlava appunto di “glass ceiling”.

Questa espressione, tradotta in italiano come “soffitto di cristallo”, si riferisce alle barriere che si presentano alle donne che tentano di raggiungere posizioni di rilevanza nelle organizzazioni governative o in qualsiasi altro ambito lavorativo.

Il termine è stato poi allargato anche alle minoranze etniche che vengono puntualmente ostacolate o sottopagate sui posti di lavoro.

Le psicologhe Alice H. Eagly e Linda L. Carli, invece di parlare di soffitto, preferiscono usare il termine “labirinto”, arrivando ad affermare che “soffitto” non sia più una metafora efficace.

Gli ostacoli che le donne affrontano nella vita lavorativa sono innumerevoli: molti nascono direttamente all’interno dell’ambito familiare, altri invece sono introdotti da una gerarchia prettamente maschile, proprio per rallentare la loro scalata verso il successo.

Chi sfavorisce il soffitto di cristallo

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Nel 1991, il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti istituì la Glass Ceiling Commission, una speciale commissione con lo scopo preciso di redigere due rapporti sulle modalità utilizzate dalle aziende per applicare nei confronti delle donne, barriere artificiali basate su preconcetti che impediscono a individui qualificati di avanzare verso l’alto all’interno della propria organizzazione in posizioni dirigenziali.

La Commissione è stata sciolta nel 1996, ma nel frattempo qualcosa è cambiato. Molte aziende hanno iniziato ad assumere con criteri differenti, in modo da aumentare la diversità e garantire che il soffitto di cristallo venga ridotto o sparisca del tutto.

In alcune situazioni, questo equo modo di assumere e lavorare ha portato molte aziende ad avere più successo di altre: è stato così dimostrato che il soffitto di cristallo non è solo uno svantaggio per le persone che se lo trovano davanti, ma anche e soprattutto per le aziende stesse che lo impongono o non sanno debellarlo.

Il problema non è del tutto risolto, però. Infatti, quando una donna ricopre un ruolo dirigenziale, il suo stipendio è generalmente inferiore a quello di un suo pari maschile.

Durante le ricerche effettuate dalla Glass Ceiling Commission sono emersi anche altri dati negativi. Oltre alla mancata opportunità di competere in ambito lavorativo, le minoranze e le donne venivano percepiti, da dipendenti uomini e dirigenti, come figure negative.

Il soffitto che si trasforma in scogliera

Sempre negli USA, nel 2008 e 2016 si è intravista la possibilità di frantumare il “soffitto di cristallo più alto e più duro”: sono parole di Hillary Clinton, che per due volte ha tentato di diventare presidente degli Stati Uniti d’America. Se avesse vinto nel 2008, al culmine della grande recessione, la ex first lady avrebbe sicuramente rotto il soffitto di cristallo, ma sarebbe potuta incappare in quello che Michelle K. Ryan e Alexander Haslam, professori all’Università di Exeter, nel Regno Unito, hanno definito “Glass Cliff”, ossia la scogliera di vetro.

Questo termine è stato coniato dai due ricercatori dopo che uno studio, condotto sulle 100 aziende più capitalizzate e quotate al London Stock Exchange (Financial Times Stock Exchange – FTSE 100) ha dimostrato che le società che avevano nominato le donne nei propri consigli di amministrazione avevano avuto delle prestazioni molto scarse nei cinque mesi precedenti alle nomine.

Secondo lo studio si tratterebbe di un’azione probabilmente compiuta con un duplice obiettivo. Da un lato, la nomina di una donna a capo di un’azienda in crisi non sarebbe nient’altro che una ripetizione della vecchia “caccia alle streghe”: trovare qualcuno da incolpare se l’azienda non riesce a risollevare le proprie sorti, dando però l’idea di azienda progressista. Quando il fallimento è conclamato, in genere l’azienda torna nelle mani di un uomo, pronto a prendersi il merito di averla riportato in positivo.

Insomma, una manciata di uomini incompetenti fa una sciocchezza dopo l’altra, si tira indietro sul più bello, e lascia una donna a combattere per restare in pista… per poi rientrare dalla porta sul retro, senza battere ciglio, forti di un’assenza senza colpe. Vi viene in mente niente se vi diciamo “Brexit?”