Quattro piaceri al giorno per vivere meglio

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I benefici del piacere

Quattro piaceri al giorno, come minimo! è l’attraente titolo del nuovo volume che Di Renzo Editore pubblica nella sua collana Psiche. Altrettanto accattivante è il suo sottotitolo: I benefici del piacere sul corpo e sullo spirito.Il metodo proposto dalla psicologa francese Evelyne Bissone Jeufroy si presenta infatti come una formula per uscire dallo stress e ricaricarsi, riacquistando serenità e la gioia di vivere.

Il metodo nasce dalle ricerche dello psicologo americano Carl Simonton, che lavorando con i malati affetti di cancro ha scoperto l’effetto incontestabile del fattore psichico su quello fisico, deducendone che mettere qualcuno in uno stato di piacere ne rafforza il sistema immunitario e ne stimola la forza di combattere. Simonton ha così elaborato un programma in 5 punti che propone come lavoro complementare ai trattamenti medici, un programma che punta su gioia e dolcezza, concentrando le proprie energie su ciò che va e non sul contrario.

Partendo dagli studi di Simonton e dalla proficua collaborazione con la psicoterapeuta Anne Ancelin Schützenberger, Evelyne Bissone Jeufroy ha a sua volta elaborato il metodo dei “quattro piaceri al giorno”, cui tutti possono ricorrere. Si tratta di una prescrizione da seguire per un periodo di due anni, fino a che non diventa un’abitudine.

Il soggetto dovrà dapprima stabilire un elenco di 25-30 piaceri personali dai quali attingere in seguito i quattro piaceri al giorno. Questi piaceri non devono restare dei sogni, ma essere vissuti nella realtà. Va da sé che ci si può offrire dieci o venti piaceri – o anche di più – ma nella sua esperienza clinica, la psicologa francese ha potuto constatare la difficoltà delle persone non solo a realizzare, ma anche soltanto ad accettare e immaginare di concedersi questi piaceri.

Perché non sia dimenticato – cosa che accade facilmente nei periodi di stress o di tristezza – l’elenco dovrà essere affisso in un luogo dove possa essere visto ogni giorno. Dopo i due anni, quando il corpo avrà acquisito l’abitudine di trarre del benessere quotidiano, quattro, cinque o anche dieci volte al giorno, non potrà più dimenticarlo e ne sentirà la mancanza quando dovrà rinunciarvi.

L’idea alla base del metodo è semplice: imparare a carpire un sorriso, apprezzare un albero in fiore a primavera, il movimento e la trasparenza di una foglia al vento, il passo ritmato di un ballerino, il suono cadenzato degli zoccoli dei cavalli sul selciato, il tintinnio delle campane di bronzo, il profumo inebriante di fiori come il giglio o il gelsomino, la voluttà di una rosa che si apre e sboccia. Godere delle vita, insomma, assorbirne le energie e con esse affrontare con più serenità i momenti difficili e le sfide della vita.

(Ciao.it)