Giallo e rosa, i colori dell’estate

Le ferie sono ormai un lontano ricordo ed eccoci tutti di nuovo alle prese con lavoro e impegni familiari: il tempo libero a nostra disposizione torna ai minimi storici e viene spesso assorbito da quelle piccole rogne quotidiane all’apparenza sempre tanto banali. Per molti di noi questo significa avere pochissimo tempo da dedicare alle proprie passioni, costringendoci a scegliere e ad assegnare priorità. Passeggiata all’aria aperta o shopping? Palestra o cinema? A cena con gli amici o sul divano davanti a una serie TV?

Per qualcuno significa anche avere meno tempo da dedicare alla lettura. Sì, perché l’estate, soprattutto quella passata sotto l’ombrellone, è da sempre accompagnata dalla lettura di qualche libro, persino per chi durante l’inverno legge poco e nulla.

Secondo le statistiche, subito fioccate al rientro in città, il luogo preferito per leggere d’estate è proprio la spiaggia, anche se l’hotel, il treno o l’aereo sono piuttosto gettonati. Si sceglie seguendo i consigli del web, dei giornali e delle riviste e si scelgono soprattutto letture poco impegnative, “divaganti”, che accompagnino con lo spirito giusto la nostra sete di avventura ed emozioni. Sarà forse per questo che in estate aumentano le vendite dei romanzi gialli e della letteratura rosa, i veri protagonisti delle letture estive.

Il successo dei libri di intrighi e delitti non è un mistero ed è ormai un fenomeno mondiale. Perché si leggono soprattutto d’estate? Beh, perché soddisfano il nostro desiderio di avventura, ci aiutano ad evadere dalla quotidianità e riempiono a livello fittizio quella punta di morbosità che si nasconde in ciascuno di noi.

Spesso sono accompagnati da atmosfere inconsuete o scenari d’altri tempi: i viaggi esotici di Agatha Christie, la magica Parigi anni ’50 di Simenon, la Sicilia afosa e profumata di Camilleri, la Svezia grigia e bigotta di Wallander.

E poi mettono alla prova le nostre abilità di logica e deduzione e, secondo la spiegazione preferita dagli psicologi, in un momento d’incertezza politica e di ingiustizie sociali, ci forniscono figure solide, intelligenti, con qualche stranezza ma con un forte senso della giustizia, che alla fine riescono sempre a scoprire la verità e ad incastrare il colpevole.

Un po’ più scontata la fortuna dei romanzi rosa, che continua a proliferare proponendo ad appassionate lettrici continui spunti di novità, con ricostruzioni storiche, approfondimenti psicologici ed ambientazioni moderne, che rendono questo genere praticamente intramontabile.

Non è difficile capire perché sia rilassante leggere storie d’amore in vacanza, perciò vale forse la pena spendere due parole a favore di queste genere un po’ bistrattato, spesso considerato una lettura da adolescente romantica o casalinga frustata. Basta ricordare che anche Jane Austen può, in fin dei conti, essere considerata una scrittrice “rosa”. E poi un libro ben scritto vale sempre il tempo passato a leggerlo.

Del resto, non tutti sono così audaci da scegliere di passare le vacanze in compagnia di un volume impegnativo. Diciamolo, a chi mai verrebbe voglia di leggersi l’Ulisse di James Joyce in vacanza? Io una volta ho dovuto farlo, ma per mantenere un minimo d’illusione d’estate, l’ho alternato a La grande fuga dell’Ottobre Rosso. Smarrita tra le pagine, a volte non sapevo se erano i fondali degli abissi o le strade di Dublino quelle in cui si muovevano i miei protagonisti: idee confuse ma vacanze assicurate.