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Una lettrice fuori dal comune

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Di lei è stato già detto di tutto e di più, nelle ormai molte occasioni (da record) che l’hanno vista protagonista negli ultimi anni. Ricordare di nuovo le sue gesta, narrando episodi che in questi giorni stiamo sentendo ripetere da più parti, sarebbe inutile. Altrettanto, sarebbe osannare la sua personalità imperturbabile, il suo instancabile senso del dovere, la sua naturale discrezione. Perciò abbiamo deciso di ricordare Elisabetta II come La sovrana lettrice, proprio come l’aveva immaginata Alan Bennett.

Gusti misteriosi

Cosa leggeva la regina Elisabetta? Ovviamente non si sa, o se ne sa molto poco. E in effetti, non esistono foto, nemmeno tra quelle ormai numerose che la ritraggono nell’intimità familiare, in cui si mostri con un libro in mano.

A quanto pare, da quel poco che è riuscito a trapelare oltre l’impenetrabile cortina che l’ha sempre circondata, anche i suoi gusti letterari erano dominati dalle passioni della sua vita: cani e cavalli. Da piccola, il suo libro preferito era Moorland Mousie, un volumetto illustrato che narra le avventure di un pony; una preferenza condivisa, sembrerebbe, anche dalla nuova regina consorte.

Secondo alcuni dei suoi (più fedeli) biografi, la lettura dei classici sarebbe stata una grande passione della sua adolescenza. Classici britannici, naturalmente – Stevenson, Jane Austen, Kipling, le sorelle Brontë, Tennyson, Scott, Dickens, Trollope – che l’avrebbero poi portata a preferire i romanzi storici.

La sua formazione “scolastica” deve aver incluso molti libri di storia inglese, nonché una lettura approfondita della Costituzione del Regno Unito, che sembra conoscesse assai meglio dei suoi primi ministri; la passione per la manualistica sull’allevamento dei cavalli e dei suoi adorati corgi deve essere arrivata più tardi.

Appassionata giallista

Numerose fonti sostengono però che Elisabetta fosse una grande lettrice di romanzi gialli. Tra i suoi autori preferiti, l’intramontabile Agatha Christie: eh già, la Regina ha conosciuto anche lei, l’ha anzi voluta nominare Dama Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico. Nella bellissima biblioteca del Castello di Windsor, una delle stanze preferite di Elisabetta, sarebbe conservata l’intera collezione delle sue opere.

Tra i suoi gialli preferiti ci sarebbero anche i romanzi di PD James e Dick Francis, che guarda caso era stato un fantino e aveva l’abitudine di inviare una copia dei suoi thriller, spesso ambientati nel mondo dell’equitazione, alla Regina madre.

Sovrana lettrice

Per molti di noi leggere è momento personale, che ci definisce in maniera chiara e rivela preziosi dettagli sulle nostre idee, i nostri gusti, la nostra personalità. È forse per questo che Elisabetta II non si è mai fatta vedere in pubblico mentre legge un libro. Sarebbe stato un indizio troppo grande.

Forse era una lettrice vorace che si portava un libro ovunque – magari nella mitica borsetta, insieme al fazzoletto, alle mentine e a un sandwich alla marmellata di arance.

Forse era una lettrice fugace, che rubava agli impegni di stato qualche minuto per sé. O magari era una lettrice distratta, che lasciava dappertutto il libro con le orecchie alle pagine. Forse, invece, non leggeva affatto. Così l’ha immaginata Alan Bennett nel suo racconto: folgorata dalla bellezza della lettura in tarda età, a scoprire un mondo che aveva fino ad allora ignorato. Un ritratto (speriamo) non vero, né tantomeno lusinghiero che comincia però, guarda caso, per colpa di un cane.