Luigi Luca Cavalli Sforza

Luigi Luca Cavalli SforzaLuigi Luca Cavalli-Sforza, scienziato italiano, è professore emerito all’Università di Stanford in California. Genetista, si è occupato anche di antropologia e di storia e ha concentrato i suoi studi sulla genetica di popolazione e delle migrazioni dell’uomo.

Laureato in medicina a Torino, è poi passato alla biologia, partecipando a studi internazionali sulla ricombinazione dell’Escherichia coli e su altri batteri.

Dopo aver fatto ricerca in Inghilterra, ha insegnato statistica a Pavia, genetica e microbiologia a Parma, dove conobbe Danilo Mainardi (oggi famoso per i suoi studi di etologia), Antonio Moroni (appassionato di ecologia) e Bruno Schreiber (professore di zoologia). Con Mainardi e Schreiber ha studiato l’evoluzione degli uccelli, e grazie a Moroni ha ottenuto materiale di interesse genetico che proveniva dagli archivi della Chiesa, attraverso il quale si appassionò nella ricostruzione delle genealogie. Nel 1954 si è trasferito alla Rockefeller Foundation a Madison.

Interessato agli studi sulla “deriva genetica”, una nuova teoria che si occupava dello studio della variazione casuale delle proporzioni dei geni in popolazioni diverse, si è dedicato a questo ramo nuovo, del tutto inesplorato, raccogliendo dati in parrocchie diverse.

Desideroso di sviluppare una ricerca che interessasse l’evoluzione dell’uomo dal principio ad oggi, con l’aiuto di Anthony Edwards ha tentato di ricostruire l’albero evolutivo del genoma umano, raccogliendo le informazioni necessarie sui gruppi sanguigni delle popolazioni del mondo. Il primo albero evolutivo è del 1963.

Da esso risulta evidente che la massima differenza era fra africani e aborigeni australiani, i due gruppi che rappresentavano i poli estremi della variazione riscontrata tenendo presente che la differenziazione massima si fosse prodotta da Est ad Ovest. Inoltre, il ramo degli europei e degli asiatici erano più corti di quelli sopracitati. Attraverso dati antropometrici, dipendenti dalla natura morfologica di ognuno di noi, e considerando anche il peso che le variazioni climatiche hanno sulla nostra costituzione, gli studi proseguirono.

La “deriva genetica” aveva anch’essa un ruolo fondamentale nello studio. Con Anthony Edwards e Alberto Piazza riuscì a dimostrare che le analisi dei dati riscosse utilizzando gli alberi evolutivi combaciavano con quelle eseguite dall’analisi delle “componenti principali”. Cavalli Sforza ha definito questa ricerca di tipo “multidisciplinare”, perché si è servito di informazioni provenienti dall’archeologia, dall’antropologia culturale, dall’etnografia, dalla demografia e dalla linguistica. Negli anni ’60 ha condotto una ricerca sui pigmei, utilissima per il proseguimento degli studi sull’evoluzione umana.

I successivi studi si spostarono sulla diffusione dell’agricoltura, poi la diffusione culturale della ceramica. Negli anni ’80 l’attenzione del ricercatore si spostò dai pigmei ai boscimani, per condurre indagini sull’evoluzione utilizzando le variazioni di Dna. Si è inoltre occupato di malattie genetiche, partendo dalla ricerca del gene responsabile della fibrosi cistica e della neurofibromatosi.

Attraverso le indagini evolutive sulle popolazioni africane e gli studi archeologici, in seguito Cavalli-Sforza si è occupato dell’evoluzione culturale, individuando nel linguaggio il motore di quest’ultima. I suoi studi hanno interessato quindi le relazioni tra genetica e linguistica.

I Libri di Luigi Luca Cavalli Sforza