Le difficoltà imposte dalla povertà della famiglia; la perdita della fede; la giovinezza caratterizzata da avvenimenti di grande importanza internazionale e poi l’incontro con
Karl Popper, che segna l’inizio della sua trentennale carriera. Sono questi gli argomenti di un’aperta, leale e talvolta impietosa confessione di cui ci fa dono Joseph Agassi sotto la pressione di altrettante franche domande postegli dall’Editore.
Agassi tenta di delineare i compiti e i limiti della filosofia della scienza e di spiegare la divisione tra scienziati e filosofi, affrontando il tema a lui più caro: quello dell’educazione e della politica.
Una riflessione seria e pacata alla luce della propria esperienza di israeliano e dell’intensa attività didattica e di ricerca che ha fatto di lui uno dei filosofi di maggior rilievo del nostro secolo.
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