Il linguaggio del corpo e la sua interpretazione

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Comunicazione non verbale

Il linguaggio del corpo è un aspetto significativo delle comunicazioni e delle relazioni dell’era moderna. È dunque molto importante per il management e la leadership, e per tutti gli aspetti lavorativi e negli affari nei quali le comunicazioni possono essere viste e fisicamente osservate tra le persone.

Il linguaggio del corpo è anche fondamentale nelle relazioni extra-lavorative, ad esempi negli appuntamenti, nella coppia, nelle famiglie o tra genitori e figli. La comunicazione comprende l’ascolto. In termini di linguaggio del corpo, i segnali non verbali (non parlati) vengono scambiati indipendentemente dallo scambio di parole.

Il nostro linguaggio del corpo rivela cosa si sente verso gli altri e cosa essi significano per noi. L’invio e la ricezione di segnali avvengono di continuo a livello conscio e inconscio. Il linguaggio del corpo, e più tecnicamente lo studio del linguaggio del corpo, è noto anche come cinesica, che viene dal Greco “kinesis”, che significa movimento. Il linguaggio del corpo è un concetto potente che le persone di successo riescono a comprendere bene.

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Lo studio e la teoria del linguaggio del corpo è divenuto popolare negli ultimi anni, perché gli psicologi sono stati in grado di comprendere cosa “diciamo” attraverso i gesti del corpo e le espressioni facciali, in modo da tradurre il nostro linguaggio del corpo rivelando i sentimenti e gli atteggiamenti che lo sottendono.

Viene detto anche “comunicazione non verbale” e meno comunemente “comunicazione non vocale”. Il termine “comunicazione non verbale” tende ad essere usato in senso più ampio, e tutti questi termini sono in certo modo vaghi. In questo articolo, i termini “linguaggio del corpo” e “comunicazione non verbale” sono ampiamente interscambiabili.

Ad esempio:

  • Il linguaggio del corpo include le espressioni del volto e il movimento degli occhi? – In genere sì.
  • E la respirazione e la sudorazione? – Questo dipende dalla definizione di linguaggio del corpo.
  • E se il tono e il suono della voce sono parte dei segnali verbali, son anche parte del linguaggio del corpo? – Normalmente no, ma verosimilmente è così, soprattutto poiché si potrebbe ignorarli se si considerano le parole pronunciate, i gesti e le espressioni fisiche.

Non ci sono risposte assolute, giuste o sbagliate, a queste domande. È una questione di interpretazione.

Una buona ragione per ampliare lo scopo del linguaggio del corpo è quella di evitare che segnali importanti vadano persi, segnali che potrebbero non essere tenuti in considerazione nell’ambito di una definizione ristretta del linguaggio del corpo.

Comunque si può facilmente creare confusione se le definizioni e il contesto non vengono stabiliti in maniera adeguata, ad esempio:

Linguaggio del corpo
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Si dice comunemente e incautamente che la “comunicazione non verbale” e/o il “linguaggio del corpo” sono responsabili del 93% del significato che le persone colgono da qualsiasi comunicazione umana. Questa statistica è in realtà una distorsione basata sulla teoria sperimentale di Albert Mehrabian, che se da un lato è un pietra miliare della ricerca, dall’altro non ha mai fatto una dichiarazione così radicale.

I risultati delle ricerche di Mehrabian infatti si sono focalizzati sulle comunicazioni con un forte elemento emotivo o “sentimentale”. Inoltre, la percentuale non verbale del 93% includeva l’intonazione vocale (paralinguistica), che esula dalla definizione del linguaggio del corpo.

Occorre dunque cautela quando si dichiarano numeri precisi riguardo alle percentuali del significato trasmesso, o nel fare affermazioni nette in relazione al linguaggio del corpo e alla comunicazione non verbale.

È più sicuro dire che il linguaggio del corpo rappresenta una percentuale importante del significato che si trasmette e interpreta tra due persone. Molti esperti e fonti sul linguaggio del corpo sembrano concordare che tra 50-80% di tutte le comunicazioni umane siano non verbali.

Perciò, mentre le statistiche sul linguaggio del corpo variano a seconda della situazione, si accetta generalmente il fatto che le comunicazioni non verbali sono molto importanti nel modo in cui ci si comprende (o no) reciprocamente, soprattutto nelle comunicazioni faccia a faccia, e certamente quando le comunicazioni comportano un elemento emozionale o attitudinale.

Quando si incontra qualcuno per la prima volta

Quando incontriamo qualcuno per la prima volta, ce ne formiamo un’opinione in pochi secondi appena, e questa iniziale valutazione d’istinto si basa ben più su ciò che vediamo e sentiamo riguardo l’altra persona che sulle parole che pronunciano. In molte occasioni ci formiamo un’opinione forte su una persona nuova prima che dicano una sola parola.

Di conseguenza, la comunicazione non verbale ha una forte influenza sulle impressioni che si formano quando si incontra qualcuno per la prima volta. L’effetto avviene nelle due direzioni (a e da).

Quando incontriamo qualcuno per la prima volta, il loro linguaggio del corpo, consciamente e inconsciamente, determina in buona parte la nostra impressione iniziale su di loro. A sua volta, quando qualcuno ci incontra per la prima volta, si forma di noi un’impressione iniziale in base al nostro linguaggio del corpo e ai segnali non verbali.

Questo effetto a due sensi del linguaggio del corpo continua nel corso di tutte le comunicazioni e le relazioni tra due persone. Il linguaggio del corpo viene costantemente scambiato e interpretato tra le persone, anche se per gran parte del tempo ciò avviene a livello inconscio.

Ricordate – mentre interpretate (consciamente o inconsciamente) i movimenti degli altri, gli altri stanno interpretando i vostri. Le persone con maggiore consapevolezza e capacità di lettura del corpo tendono ad avere un certo vantaggio su chi ha invece una capacità di apprezzamento limitata e in gran parte lasciata all’inconscio.

Con uno studio approfondito del soggetto e un esercizio continuo per imparare a leggere le comunicazioni non verbali degli altri si può passare da un apprezzamento a livello inconscio ad un riconoscimento consapevole dei significati trasmetti a livello non verbale.