La vita di ognuno di noi è un romanzo

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La sindrome degli antenati

Alcuni degli eventi più significativi della nostra vita sono strettamente connessi ai nostri avi ed alle storie trasmesse in famiglia o la nostra vita è quella che è, ed alcuni eventi che sembrano strane coincidenze sono semplici e pure casualità?

La teoria elaborata da Anne Ancelin Schützenberger punta sulla prima ipotesi: i suoi studi si basano sull’analisi della vita degli antenati per capire la rilevanza della trasmissione inconscia e involontaria nei legami transgenerazionali, ovvero del ripetersi di particolari traumi psichici e fisici di generazione in generazione.

Con la tecnica del genosociogramma sviluppata dall’autrice, che altro non è che un albero genealogico della propria famiglia ascendente dove si rilevano fatti e date salienti della vita come nascite, morti, incidenti, malattie, viaggi, guerre e via discorrendo, si fa un quadro più vasto possibile degli eventi familiari più importanti, poi su quello si lavora ricercando coincidenze o casi simili. O meglio, rilevato un problema nella vita del paziente, con questa tecnica si costruisce un’analisi a ritroso, di generazione in generazione, alla ricerca di episodi simili o collegabili.

I numerosi casi clinici raccontati nel volume riportano episodi in cui, nella stessa famiglia, più persone sono decedute nella medesima data a distanza di anni; incidenti che avvengono alla stessa data di un evento drammatico come una battaglia, per esempio, vissuta da un antenato od ancora, casi in cui in una patologia, ovviamente non ereditaria ma causata da agenti esterni, si tramanda di padre in figlio. Di questi casi si evidenzia un miglioramento notevole, spesso teso a spezzare questa sorta di spirale, dopo che con l’analisi trangenerazionale il tutto viene portato fuori e riemerge allo stato conscio.

Dunque è tutta colpa dei genitori ma anche di nonne e nonni, zii, amici di famiglia e governanti impiccione? Sembrerebbe di sì, visto che i racconti di famiglia, quelle storie che si tramandano -ed ancora di più, pare, quelle che si vorrebbero nascondere, giacchè cani e bambini, sottolinea l’autrice, conoscono perfettamente tutti i segreti di casa- restano in qualche modo attivi nella nostra mente e possono innescare una catena ripetitiva di eventi.

“Le trasmissioni transgenerazionali”, infatti, “sono in genere legate a dei segreti, a delle cose taciute, nascoste, talvolta proibite anche al pensiero che attraversano le generazioni, senza essere né pensate né elaborate”. Ed il “non detto” del resto, è importante per la Schützenberger forse ancora di più del “detto, da chi ci viene tramandato con bisbigli, menzogne, omissioni e silenzi imbarazzati se non dai genitori”?

Professore emerito di Psicologia all’Università di Nizza classe 1919 con non pochi anni di studio alle spalle, Anne Ancelin Schützenberger presenta inoltre un mosaico di contributi dei suoi maestri e dei precursori degli studi dell’inconscio e del genosociogramma ed arricchisce la sua teoria con degli esempi clinici raccolti non solo nel corso della sua pratica professionale ma anche dall’analisi di eventi storici, come la Shoà e la Grande Guerra, di bibliografie di personaggi illustri e di casi letterari ed allarga la prospettiva osservando il fenomeno non solo nelle famiglie ma anche nella storia dei popoli.

E’ nostro dovere sottolineare però, che nei numerosi esempi riportati e nello sviluppo della teoria del transgenerazionale si rilevano una serie di coincidenze che riportano tanto alla sincronicità junghiana ed al ruolo dell’inconscio, quanto ad una branca della psicologia in odor di New Age ed esoterismo. Giusto questo aspetto, del resto non irrilevante, sarebbe per gli scettici da approfondire ulteriormente. Per il resto possiamo dire che il volume è a tratti illuminante. E con un pizzico ironia, pur consapevoli di peccare di superficialità possiamo affermare che sì, è tutta colpa dei genitori!

Simonetta Degasperi
Lettera.com – maggio 2010