Dalla Terra alla Luna

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Il progetto Apollo 40 anni dopo

Questo libro, considerando il suo sottotitolo (Il Programma Apollo 40 anni dopo), potrebbe sembrare uscito in ritardo. Ma non è così. Anche se il quarantesimo anniversario del primo atterraggio di uomini sulla Luna sono stati celebrati nel luglio 2009, il quarantennale del grande programma lunare americano Apollo è ancora in pieno svolgimento, e proseguirà fino al dicembre 2012, con le celebrazioni dell’ultimo sbarco lunare, quello dell’Apollo 17.

Con questo suo nuovo libro, Umberto Guidoni ci regala un attento resoconto su un capitolo importante della storia dell’astronautica. Dopo la straordinaria cavalcata cronologica delle missioni, con un accenno iniziale ai primi Sputnik e poi via via con la gara spaziale, Guidoni risponde a molti dei quesiti che gli vengono rivolti nel corso delle conferenze pubbliche. Per esempio, una domanda classica è la seguente: perché quarant’anni senza Luna?

“Paradossalmente – risponde Guidoni – il programma lunare fu spazzato via dal suo stesso successo. Una volta che fu raggiunto l’obiettivo, le spese, anche quelle già previste, furono considerate non più necessarie”.

Non mancano resoconti sul quel periodo e uno sguardo a presente e futuro: al picco dell’attività, nel 1965 – scrive Guidoni – il costo annuale del Programma Apollo era poco meno dell’1% del Prodotto Interno Lordo degli USA. Negli Anni 90, il budget NASA era intorno allo 0,25% del PIL: abbastanza per permettere di realizzare i quattro veicoli Shuttle, sviluppare la Stazione Spaziale e condurre l’esplorazione di Marte con sonde automatiche, ma certamente non più sufficiente per portare avanti l’esplorazione della Luna.

Più recentemente, il budget è stato ulteriormente ridotto e di conseguenza i progetti lunari sono stati per il momento accantonati.

“Avventurarsi oltre la Terra – aggiunge Guidoni – ci aiuta a conoscere meglio noi stessi e ad amare e rispettare il nostro pianeta che, almeno per il momento, è l’unica oasi abitabile nel Sistema Solare. Mi auguro che, un giorno, lo spazio possa essere alla portata di tutta l’umanità.”

L’autore: ricordiamo che Umberto Guidoni è stato astronauta dal 1990 al 2003; ha partecipato a due missioni Shuttle e nella sua seconda missione è stato il primo europeo ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale.

Giuseppe Palumbo